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giovedì 19 luglio 2012

Portata e sensibilità della microonda

Ciao Mauro,

ti volevo porre un quesito: cosa si intende per sensibilità delle MW nei sensori? E’ un parametro per regolare la portata del sensore o la sensibilità (appunto) al movimento ? La differenza è sostanziale ma, dopo diverse prove, ancora non mi è chiara…finora ho ottenuto come unico risultato l’ironia dei vicini che mi vedono fare movimenti strani e balletti di tutti i tipi nel giardino di casa…!!! non voglio sapere cosa penseranno…!

Grazie per l’attenzione.
Marco
Ciao Marco

La sensibilità della microonda è il grado impostato sotto il quale un segnale viene interpretato come un disturbo e quindi non deve generare un allarme. Le tecnologie impiegate nei sensori MW sono diverse (Doppler, planare, etc.) quindi tecnicamente ci sono risposte diverse, ma il principio è quello di rendere il sensore più o meno ‘sordo’ a seconda della taratura prescelta.
Diciamo, in parole povere per chiarezza e per non essere troppo tecnici, che elettronicamente il segnale in ingresso viene ‘tagliato‘ più o meno in alto a seconda della regolazione e che quindi solo un segnale di un certo livello passa e viene elaborato come allarme. Più è alto il taglio, più è sordo il sensore (quindi meno sensibile).

La portata del sensore è l’area di copertura, quindi la lunghezza fisica coperta dall’emissione MW (9, 13, 15 metri…) e dipende dalla potenza erogata.

Spesso in effetti si fa confusione su questi due parametri – ma la teoria dietro questi concetti a grandi linee è questa.

Saluti a te e, soprattutto, ai tuoi vicini…



sabato 7 luglio 2012

Sensori volumetrici doppia tecnologia in AND

Salve
vorrei porre una domanda riguardo i sensori volumetrici con doppia tecnologia. Esistono decine di aziende che producono questo tipo di sensori antifurto ma raramente viene certificata nelle specifiche del sensore stesso la funzione and or della doppia tecnologia. Mi chiedevo quindi cosa succede nel caso in cui un possibile ladro tenti un effrazione in un abitazione, ufficio o magazzino protetto da questi sensori senza certificato and or. Supponendo che il ladro in questione sia munito di una tuta che impedisce al sensore di rilevare il calore come si comporterebbe questo sensore non certificato and e or? In questo caso verrebbe a mancare una delle due componenti necessarie a far scattare l’allarme visto che il sensore ha bisogno di rilevare sia il calore che il movimento per entrare in allarme. Sbaglio? Quindi mi chiedevo se basta una semplice tuta per eludere questo tipi di sensori. Recentemente mi sono stati proposti dei volumetrici dicendomi che pur non essendo certificati and or garantiscono comunque una sicurezza in quanto il sensore si allarma comunque anche se per esempio rileva soltanto il movimento e non il calore. Non essendo certificato attiva questa funzione in un tempo più lungo ma comunque la attiva come i sensori certificati and or. Secondo lei può essere possibile una cosa del genere? E questo tempo in più che occorre al sensore non certificato a quanto ammonta? E’ sufficientemente breve per non dare tempo al malintenzionato di escludere il sistema di allarme in qualche modo? Grazie per l’attenzione e per tutte le informazioni che potrete darmi.
Cordiali saluti.
Roberto

Buongiorno Roberto

Ci sono diversi aspetti e spunti interessanti nella sua domanda e che vanno oltre lo specifico problema indicato per il suo prodotto.

Iniziamo dicendo che nelle specifiche dei sensori doppia tecnologia deve essere (ed in genere è) sempre indicato se il funzionamento è in AND o in OR. Forse non lo è chiaramente, forse è indicato solo nella documentazione tecnica per l’installatore, forse si dà per scontato che in genere i DT sono in AND e quindi lo si omette nelle schede commerciali — ma non si può non dirlo. Sarebbe come vendere un’auto senza indicare da qualche parte se è a benzina o a gasolio (come farebbe l’installatore a fare la taratura senza sapere secondo quale logica si attiva il sensore?). Diciamo che, in genere, se non è indicato nulla è probabile che il sensore sia in AND.

Detto questo, le questioni sono due: la prima è che sicuramente l’infrarosso passivo – ne abbiamo già ampiamente parlato, non è un sensore che offre un elevato grado di sicurezza ma il suo rapporto qualità/prezzo è ottimo e per applicazioni domestiche si è dimostrato sufficientemente affidabile e di successo. Non basta una semplice tuta per eludere un PIR che, sicuramente, perderà anche un po’ di sensibilità nei fasci più esterni, ma non è così semplice da superare come si legge in giro.
La seconda è che la doppia tecnologia in AND è un sensore che riduce i falsi allarmi ma ovviamente si porta dietro i difetti di entrambe le parti e quindi è anche meno sicuro. Chiedendo alla logica di funzionamento di generare un allarme solo quando si ha la doppia convalida si alza l’affidabilità ma si abbassa la sicurezza.

Poi esistono anche, come forse nel suo caso, sensori che utilizzano logiche diverse più complesse (come, ad esempio, il generare un allarme anche se l’allarme perdura più del normale solo su una tecnologia), analisi a microprocessore, fuzzy logic e via dicendo.

Ma alla base di tutto questa resta sempre ferma la considerazione fondamentale che un buon installatore le deve consigliare il sensore più adatto alla sua tipologia di rischio. Eventualmente, alternare tecnologie e sensori diversi se lo ritene opportuno; installare sensori a trappola per alzare il livello di guardia; creare più livelli di protezione (perimetrale e volumetrico interno), etc. senza andare a sovra-dimensionare troppo il sistema, che risulterebbe troppo costoso e magari anche difficile da utilizzare e mantenere. Ma, in fondo, è questo il servizio che paga ad un professionista della sicurezza – non certo la sua capacità di cablare una centrale o di fissare un doppia tecnologia su un muro…

Spero di aver risposto in modo completo, ma so che la discussione sarebbe lunga e complessa

giovedì 5 luglio 2012

Regolare i sensori per una copertura migliore riducendo i falsi allarmi


Buongiorno Mauro e complimenti per l’iniziativa del sito che trovo molto interessante.

Vengo subito al dunque.
Ho un sistema antifurto, basato sulla centrale, volumetrici da interno e impinto perimetrale. Quest’ultimo è stato basato sui sensori a doppia tecnologia delle Maximum (i famosi Curtain); sono impostati in AND.

A seguito di una serie di falsi allarmi (in realtà non erano falsi in quanto ci passvano gatti e animali vari), sono stato costretto a ritarare i sensori da esterno. Che tu sappia, quale è la regola da seguire nel regolare le MW e i PIR per avere una copertura migliore ma al tempo stesso riducendo i falsi allarmi ? voglio dire, è meglio che sia ma MW più sensibile del PIR che interviene a ridosso della zona interessata o è meglio che il PIR intercetti il movimento da lontano per poi far scattare l’allarme se anche la MW scatta?

Grazie in anticipo.
Marco

Buongiorno Marco

Sovra-dimensionare o sotto-dimensionare la taratura di un doppia tecnologia in AND in genere non risolve il problema in nessuno dei casi, al limite riduce solo la sicurezza e l’affidabilità del sensore.

Capisco bene la tua situazione ma, nella pratica, avere la MW o il PIR sempre (o mai) in allarme non fa che squalificare l’effetto di doppio controllo che è tipico dei sensori DT e quindi nel tuo caso potrebbe risultare solo in una maggiore inefficienza del sensore.

Detto questo, personalmente cercherei di lavorare su un posizionamento ed un orientamento migliore, piuttosto che sulla taratura della portata – se possibile. Se il sensore è in campo aperto ridurre la sensibilità della MW (che è la parte che tende di più a ‘scappare‘) potrebbe essere un po’ di aiuto, in quanto il PIR a tenda è già abbastanza selettivo per sè e riducendone la portata non farai altro che aprire un varco nella parte esterna dell’area protetta. Se hai modo di sfruttare un posizionamento più radente al muro o al perimetro da proteggere, magari alzando leggermente l’angolo in modo che non punti proprio verso terra, potresti avere qualche risultato migliore.

Se tutto ciò non dovesse portare ad un risultato soddisfacente l’alternativa che ti rimane è provare con dei sensori PET-immune che rilevano la presenza di animali di piccola taglia e non segnalano l’allarme.

domenica 17 giugno 2012

La certificazione dei sensori DT da esterno

Ciao Mauro, nel fare una ricerca e controllare la qualità di un sensore DT da esterno, prodotto da un noto produtore, mi ero accorto che un determinato sensore era privo della certificazione italiana IMQ. Ho inviato una mail di chiarimento al costruttore ed ecco, letteralmente, la risposta che mi è pervenuta dal costruttore: “il sensore non è omologato IMQ in quanto la microonda da esterno non viene omologata”. Mi chiedo (e ti chiedo), ma è proprio vero che i sensori DT da esterno ove vi è anche la microonda non possono essere certificati da IMQ? E perchè?
Cosa ne pensi? Grazie anticipatamente per la risposta.
Ciao, Livio

Buongiorno Livio,
non sono sicuro di cosa intendesse il costruttore… ma i sensori doppia tecnologia hanno una norma di riferimento Europea (la EN50131-2-4) che ne attesta le caratteristiche nelle diverse classi ambientali, quindi anche da esterno.
Tale conformità può essere certificata IMQ o auto-certificata dal costruttore e, per altro, ce ne sono diversi sul mercato a quanto mi risulta.
Non saprei, mi sembra una risposta da approfondire ma – detta così, non risponde al vero.

lunedì 30 aprile 2012

Effetti sulla salute all’esposizione alle microonde emesse dai rivelatori d’intrusione

Abbiamo ricevuto in passato diverse domande da lettori che si chiedevano se l’esposizione alle microonde emesse dai sensori antifurto fosse dannosa per la salute.
Pensando di fare cosa gradita, vi propongo la lettura di una interessante pagina del sito di  uno dei principali costruttori di barriere a microonde che, a sostegno di quanto già sostenuto nelle pagine di questo blog, pubblica dei dati dell’ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), l’organizzazione non governativa riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dall’Unione Europea (UE).
I dati si riferiscono a prodotti specifici in termini di densità di potenza, ma possono essere tranquillamente paragonati a quelli dei più comuni prodotti antintrusione certificati presenti sul mercato Italiano.
Effetti sulla salute all’esposizione alle microonde emesse dai rivelatori d’intrusione
Fonte: CIAS.

giovedì 2 febbraio 2012

Jamming sistemi antifurto via radio e emissioni microonde

Esistono sul mercato centrali che possono integrare schede via radio che supportano sensori e telecomandi. Il colloquio tra questi dispositivi avviene in maniera ciclica, o solo su pressione del tasto del telecomando? Mi hanno riportato che la comunicazione avviene solo su richiesta del telecomando, ma come potrebbero allora rilevare l’antimask dei sensori collegati via radio se non ci fosse un colloquio permanente? E’ possibile a centrale disinserita mettere a tacere l’emissione dei sensori a microonda? In che Modo? Grazie

Buongiorno
I sensori ed il telecomando in genere sono mono-direzionali, vale a dire hanno a bordo solo il trasmettitore e quindi “parlano” alla centrale ma non “ascoltano”. Il jamming dei sistemi via radio si effettua oscurando la capacità del ricevitore a bordo centrale, quindi impedendo che possa ricevere i segnali di allarme dai sensori, saturando la banda con una portante che copre tutti gli altri segnali sulla medesima frequenza. Per sfortuna dei ladri (o per bravura dei costruttori di sistemi antifurto!) la condizione di saturazione della banda è facilmente rilevabile e la centrale opera una specie di scansione sulla frequenza, ad intervalli di tempo regolari, per verificare che la frequenza sia libera — segnalando appunto se è in atto un eventuale tentativo di jamming anche senza la necessità di una comunicazione continua.
Esistono comunque anche dei sistemi radio bi-direzionali dove a bordo dei sensori c’è anche il ricevitore radio che ascolta i comandi impartiti dalla centrale.
Le microonde utilizzate nei sensori (MW o doppia-tecnologia) una volta utilizzavano cavità con diodi Gunn ed emettevano con potenze che potevano essere dannose: per evitare quindi problemi alla salute i sensori erano dotati di un ingresso chiamato TC (Transmission Control) che bloccava la trasmissione ad impianto disinserito. Da molti anni ormai questa tecnologia è stata superata e sostituita da antenne planari a bassissima emissione e quindi anche il TC è scomparso in quanto ritenuto inutile. Se la sua microonda è dotata dell’ingresso di blocco (ovviamente mi riferisco ai sensori via cavo), basta collegarlo alla centrale per interrompere l’emissione. Se via radio, è necessario avere un sistema bi-direzionale che inibisca il sensore ad impianto spento (cosa che fa di sicuro per limitare il consumo della batteria).
Grazie.

domenica 28 agosto 2011

Che differenza c’è tra un sensore infrarosso e un volumetrico?

Che differenza c’è tra un sensore infrarosso e un volumetrico? In un impianto d’antifurto si può sostituire un volumetrico con sistema bilanciato con un sensore ad infrarossi?
Un sensore infrarosso è un sensore volumetrico.
Volumetrico significa che protegge un volume, a differenza di un sensore di apertura (un contatto magnetico, ad esempio) che rileva l’apertura di una porta o di una finestra. Infrarosso è il tipo di tecnologia (ci sono sensori infrarosso, microonda, doppia tecnologia infrarosso+microonda) e tutti sono ‘volumetrici’.
Se intende sostituire un sensore microonda (bilanciato) con un infrarosso può farlo senza problemi, a condizione che sia bilanciato anche l’infrarosso – ovviamente con il medesimo valore di bilanciamento.

giovedì 7 luglio 2011

Le onde dei sistemi wireless sono pericolose?


Ma è vero che sono pericolose troppe onde wireless?? soprattutto per i bimbi e/o neonati??
i rilevatori di movimento sono sempre attivi (intendo l’invio di onde wireless alla centrale), o si attivano solo al momento della rilevazione (stessa cosa per i rilevatori di apertura)?
Facciamo prima una doverosa premessa: distinguiamo tra l'emissione dei sensori e quella degli apparati radio dei sistemi wireless (senza filo).
 I sensori antifurto sono di tipi diversi ed utilizzano tecnologie differenti tra loro: i sensori PIR (infrarosso passivo) non emettono nulla in quanto rilevano la differenza di temperatura tra fasci selezionati da una lente posta davanti all'elemento piroelettrico. Stessa cosa per i sensori di apertura -- sono semplici contatti elettrici che si aprono, come un interruttore.
Le barriere infrarosso attivo emettono un raggio infrarosso di bassissima potenza, solo ad impianto inserito e praticamente innocuo (l'infrarosso è luce poco fuori dallo spettro del visibile).
I sensori più comuni che emettono sono le microonde, utilizzate soprattutto nei doppia tecnologia. Le potenze in gioco però sono molto basse e la comunità scientifica è concorde sul fatto che siano assolutamente innocue. In passato, quando si usavano le microonde (i cosiddetti radar) a potenze più elevate si 'spegneva' il sensore ad allarme disattivo.
Altro discorso è quello dei sistemi wireless. Tutte le periferiche (sensori, contatti, etc) hanno una radio che trasmette alla centrale. Poiché la maggioranza di questi sistemi è mono-direzionale (quindi solo dal sensore verso la centrale), le periferiche trasmettono ogni qual volta rilevano un allarme: sarà la centrale a decidere se, in funzione dello stato dell'impianto (acceso o spento) l'allarme sia da considerare valido o meno. Le periferiche mono-direzionali non hanno una ricevente a bordo (per motivi di consumo) e quindi possono solo trasmettere, non potendo sapere se l'impianto è attivo o disattivo. Anche qui le potenze in gioco sono molto basse (inferiori ai 5mW) e, considerando che l'intensità del campo diminuisce in funzione del quadrato della distanza, si smorzano molto in fretta.
Non sono un medico, quindi non posso esprimere un parere professionale sulla eventuale pericolosità della radiazione, anche se in tanti anni di attività del settore non mi risulta che ci siano studi o casistiche in materia che provino effetti dannosi alla salute di uomini o bambini.
Posso dire che, da un punto di vista strettamente tecnico, sarei più preoccupato di un auricolare bluetooth attaccato all'orecchio dieci ore al giorno o di lunghe conversazioni con il cellulare -- nel primo caso per via della frequenza utilizzata, nel secondo per la ridotta distanza.

lunedì 14 febbraio 2011

Problema con i sensori da mettere sulle finestre

Riceviamo da un lettore:

ciao,
ho un problema con i sensori da mettere sulle finestre, considerando che li voglio a tenda per avere la possibilità di tenere le finestre aperte o chiuse come le avvolgibili il rilevatore è meglio a 1 o 2 pir con l’antimascheramento o senza o doppia tecnologia quale prodotto è più affidabile e consigli.
quelli a doppia tecnologia li ho trovati solo via filo esistono anche via radio?
quelli con un solo pir ho paura diano problemi di falsi allarmi.
con tutte le finestre allarmate servono i volumetrici.
mi conviene installare anche contatti a fune sulle avvolgibili a protezione dei sensori a tenda che saranno posizionati tra l’avvolgibile e la finestra?
Iniziamo dai sensori sulle finestre: la soluzione migliore per le finestre (se vuoi tenerle aperte o chiuse con impianto inserito) sono le barriere a stilo. Si trovano sia via filo che via radio e in genere sono infrarosso (attivo, TX e RX). Si installano a filo del serramento e proteggono con un fascio di infrarossi come il sensore a tenda — ma sono più adatte a questo tipo di installazione perché sono prodotti fatti per questa specifica applicazione. Le barriere a stilo sono sicure ma devono essere installate bene per non soffrire l’interferenza dei raggi solari che potrebbero causare falsi allarmi. I sensori con lente a tenda (anche qui via filo o via radio) di cui parli sono in genere PIR ma in sostanza il principio è lo stesso.
I sensori a doppia tecnologia non sono comunemente disponibili via radio per motivi di consumo. L’infrarosso passivo “legge” una variazione di temperatura mentre la microonda è come un piccolo radar che, sfruttando l’effetto doppler emette un’onda e ne legge la variazione quando questa ‘rimbalza’ a causa di una presenza nell’ambiente. Poiché la trasmissione deve essere costante, le microonde consumano di più (ed in modo continuo) e quindi si adattano meno all’utilizzo nei sistemi via radio alimentati a batteria.
Per quanto riguarda i contatti tapparella (a fune), ti offrono una protezione aggiuntiva non solo preventiva perché scattano quando viene sollevata la tapparella, ma anche supplementare a difesa dei sensori a tenda (ed il costo, se utilizzi la cablatura o l’ingresso di allarme del sensore radio è veramente contenuto).
Spero di avere risposto a tutto, ma se hai altre domande sei il benvenuto.
Grazie.

giovedì 9 dicembre 2010

Barriere da esterno inattaccabili ?

Un lettore ci riporta una singolare situazione accaduta nella sua azienda:
La mia azienda ha un sistema antintrusione perimetrale a microonde. Ogni volta che lo testiamo si comporta egregiamente. Tuttavia nelle ultime settimane si sono verificati furti nei quali il sistema non è mai scattato. Grazie alle videocamere abbiamo visto i ladri attraversare indisturbati il cono-sigaro tra i pali del sistema perimetrale. A questo punto abbiamo il dubbio che esista un modo per eludere il sistema antintrusione. Vi risulta possibile una cosa come quella che ci sta succedendo? Qualche idea?
Leggendo il suo post la prima cosa che mi ha colpito è stato l’aggettivo ‘indisturbati’ riferito all’attraversamento della zona protetta: in genere questo è sintomo della certezza di avere reso il sistema di allarme inabile a rilevare il furto e l’esperienza ci insegna che il miglior modo per ottenere questo risultato è quello di spegnere i sensori, ad esempio escludendo la zona, o – per non correre rischi – l’intero sistema.
Avete controllato il registro storico (log) in centrale? Siete sicuri (molto sicuri, diciamo al 100%) che l’allarme fosse inserito e che la zona associata alla barriera da esterno non fosse esclusa? So che sembra banale, ma nella maggioranza dei casi una situazione simile si risolve sempre con l’analisi dettagliata degli inserimenti e disinserimenti del sistema e delle eventuali esclusioni manuali delle zone.
La telecamera riprende anche la barriera? Si vede armeggiare vicino agli elementi tx e rx? Potrebbero avere manomesso il collegamento? Sono abbastanza scettico sul fatto che si possa attraversare una barriera microonde che, come mi riporta, funziona correttamente quando la testate, senza avere paura che l’allarme scatti. Non che da un punto di vista teorico si possa affermare tassativamente che queste barriere siano assolutamente inattaccabili, ma ostentare certezza nell’attraversarle senza timore mi spinge a pensare ad un sabotaggio di altro tipo e non ad un’elusione della barriera. Questo tipo di tecnologia infatti ha fama di essere uno dei più difficili da eludere e questo è il motivo per cui viene utilizzato nelle applicazioni di alta sicurezza — in genere soffre del problema opposto, quello di generare falsi allarmi quando il segnale viene indebolito o perturbato a causa dell’ambiente o delle condizioni meteo (la nebbia, ad esempio).
Ora, non conosco con precisione le caratteristiche tecniche del suo prodotto specifico, ma in genere questi sistemi sono dotati di codifiche abbastanza sofisticate tali da poter escludere di poter fare qualunque tipo di sabotaggio senza verificarne con cura l’effettivo funzionamento…
Se dovessi scommettere un caffè, lo punterei sull’esclusione della barriera dalla centrale o sul mancato o ritardato inserimento del sistema di allarme: provi a verificare il log di sistema in coincidenza delle date dei furti e consulti il suo installatore sulla eventuale possibilità di esclusione della zona e ci faccia sapere (soprattutto …se abbiamo vinto il caffè)

martedì 30 dicembre 2008

Le periferiche di ingresso :: Sensori perimetrali

Barriere infrarosso attivo

Le barriere ad infrarosso attivo sono utilizzate per le protezioni perimetrali di breve e media portata (soprattutto, finestre e porte balcone). Sono composte di due elementi che generano un fascio incrociato di luce non visibile (infrarosso, appunto) che fa scattare un allarme se interrotto. Questo tipo di barriere sono particolarmente indicate per situazioni dove l’accesso dall’esterno è facile - pensiamo ad esempio ad una villetta con un giardino e diverse porte e finestre - o quando si abbia la necessità di tenere una porta aperta - magari d’estate per favorire l’ingresso di aria fresca. Sono disponibili in versione sia filare che via radio.

Barriere a microonda

Le barriere a microonda sono generalmente usate per protezioni perimetrali di lunga portata, ma si possono trovare anche in applicazioni quali il perimetro di una villetta o il cortile di un piccolo stabile. Il loro funzionamento è simile a quelle ad infrarosso - l’interruzione di un segnale controllato dai due elementi genera un allarme - solo che si utilizza una tecnologia diversa (la frequenza di lavoro è quella della microonda, simile al radar).

Sensori di vibrazione

I sensori di vibrazione vengono tipicamente installati sulle porte ed hanno lo scopo di segnalare un allarme in caso di tentativo di sfondamento. Il sensore rileva le (forti) vibrazioni tipiche di un tentativo di scasso e genera un allarme. Un sensore di questo tipo risulta particolarmente utile in fase di prevenzione in quanto fa scattare l’allarme prima che la porta venga definitamente scardinata ed aperta, mentre il contatto magnetico semplice entra in funzione solo a scasso avvenuto.

Sensori per esterno

Di particolare interesse da qualche anno sul mercato sono tutta una serie di sensori per esterno, con tecnologie diverse, ideati per proteggere finestre e balconi. Sono disponibili in versione sia filare che via radio e possono essere installati sull’infisso della finestra con una speciale lente a tenda che rileva l’attraversamento o all’esterno grazie a particolari involucri che li proteggono dagli agenti atmosferici per una protezione volumetrica. Ideali per impianti con parzializzazione perimetrale (i sensori sono attivi anche quando siete in casa e Vi avvisano di eventuali intrusioni).

domenica 28 dicembre 2008

Le periferiche di ingresso :: Sensori

Le periferiche di ingresso sono gli occhi del sistema, cioè i sensori. Vi sono diversi tipi di sensore, a seconda del tipo di protezione richiesta (puntuale, lineare, volumetrica o di superficie).
Sensori infrarosso passivo
I sensori infrarosso sono sicuramente i più comunemente utilizzati negli impianti antifurto. Si chiamano passivi perché non emettono (al contrario, ad esempio, dei sensori a microonda) ma rilevano la variazione di temperatura in un ambiente, grazie ad una lente che suddivide il volume in fasci e piani e degli elementi sensibili chiamati piroelettrici. L'attraversamento di questi fasci da parte di un corpo umano genera l'allarme. I sensori infrarosso hanno il pregio di essere particolarmente immuni ai falsi allarmi, hanno consumi molto bassi e sono di semplice installazione perché non superano la barriera fisica (in pratica, non rilevano oltre ad un muro, una finestra o una vetrina). Il loro ampio utilizzo ha reso anche il costo industriale molto basso. Ottimo rapporto qualità / prezzo per tutte le applicazioni di sicurezza domestica sia via cavo che senza filo.
Sensori a microonda
I sensori a microonda sono a tutti gli effetti dei piccoli radar e funzionano secondo il principio conosciuto come effetto Doppler. Sono molto più utilizzati in applicazioni di media e alta sicurezza perché necessitano di particolari attenzioni installative legate alla portata del sensore ed alle eventuali interferenze, ma offrono un grado di protezione più alto. Il consumo costante della microonda non consente (per ora) l'utilizzo di questa tecnologia in sensori senza filo alimentati a batteria.
Sensori a doppia tecnologia (infrarosso + microonda)
I doppia tecnologia sono sensori che utilizzano entrambe le tecnologie infrarosso e microonda. Generalmente funzionano in logica AND, quindi generano un allarme quando sia la parte ad infrarosso che la parte a microonda rilevano una condizione di allarme. Questo significa che sfruttano pregi (e difetti!) di entrambe le tecnologie: sono leggermente meno sensibili ma molto più affidabili dei singoli sensori - e questo li ha resi particolarmente popolari nelle installazioni domestiche e di sicurezza civile in generale. Anche in questo caso abbiamo un buon rapporto qualità / prezzo.
Contatti magnetici
I contatti magnetici sono utilizzati per la protezione puntuale, vale a dire per porte e finestre o comunque dove necessario segnalare lo stato di apertura o chiusura. Sostanzialmente si tratta di magneti di varie forme e tipologie che vengono montati nel telaio della porta (o nell'infisso) e sul battente e che, come un interruttore, segnalano l'apertura di un circuito elettrico. Il costo del singolo contatto è molto basso, ma l'installazione (nel caso del sistema filare) può essere complessa. Esistono anche in versione senza filo (molto più pratica da installare, ma più costosa).