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domenica 10 febbraio 2013

Attivatore e ritardo di ingresso in allarme garage


Ciao Mauro!!
Davvero complimenti per il sito e per l’impostazione che gli hai dato, molto scorrevole e piacevole!
Ti scrivo per chiederti un consiglio, una dritta.
Sono in procinto di installarmi da me il sistema d’allarme rigorosamente filare con sensori perimetrali, scheda GSM, una tastiera, 2 lettori di prossimità e qualche sensore PIR (e ovviamente una sirena da esterno  ).
Il mio dubbio riguarda il box che sta al piano di sotto. Cerco di spiegarmi meglio: la mia intenzione è quella di posizione un sensore PIR all’interno del box ma… quando arrivo con la macchina e apro la basculante, potrò impostare un “ritardo” nell’attivazione dell’allarme? altrimenti sono rovinato. Pensavo anche di mettere un lettore di prossimità esterno al box ma ho paura dei dispetti e poi si vedrebbe quando l’allarme è inserito o meno.
Cosa mi suggerisci/consigli?
Grazie per la disponibilità
Ciao,
Carlo

Buongiorno Carlo

Premesso che dovrai configurare una zona garage indipendente, puoi decidere di comandare l’attivazione dall’esterno o dall’interno. Considera peró che sia che comandi dall’esterno che dall’interno, avrai probabilmente comunque sempre bisogno di una segnalazione dello stato dell’impianto.

Impostare un ritardo di ingresso e di uscita è sempre possibile, per tutti i sensori – quindi da questo punto di vista non ci sono problemi. Per quanto riguarda la segnalazione e l’attivatore, essendo su una zona separata, non mi farei problemi: al limite fai in modo che l’inseritore indichi solo lo stato della zona garage o, meglio, che addirittura comandi solo quella zona. Dovrai attivare/disattivare l’impianto quando entri in casa, ma almeno sei tranquillo relativamente al problema di avere un attivatore all’esterno.

Ad ogni modo, l’attivatore della zona garage dovrebbe essere vicino alla basculante per non dover ricorrere ad un tempo di entrata/uscita troppo lungo.

giovedì 1 novembre 2012

Stato dell’impianto visibile o invisibile ?

Ciao,
sono un installatore elettricista, conosco la domotica, ma non installo spesso impianti antifurto. Ultimamente ho installato un impianto antifurto Bticino con all’esterno due lettori transponder articolo L4607. Il lettore transponder è dotato di un led che segnala lo stato dell’impianto (verde=impianto disinserito – spento=impianto inserito). Ora la domanda: un ladro, che conosce i colori del led, sa perfettamente quando l’antifurto è inserito o disinserito. Ammettendo pure che si possano programmare i colori, al ladro basterebbe osservare per qualche giorno il led per capire quando provare l’intrusione. Devo obbligatoriamente installare i lettori transponder all’interno della casa e impostare un ritardo in ingresso o esiste qualche altra soluzione?
Grazie
Nicola

Buongiorno Nicola

Esistono due filosofie nel campo della sicurezza – entrambe valide e con una loro logica, ma diametralmente opposte.

La prima sostiene che la segnalazione di impianto attivo debba essere visibile dall’esterno per fungere da deterrente e per ovvi motivi di praticità, soprattutto in impianti multi-utenza dove è comodo sapere prima di entrare se l’allarme è attivo oppure no. In effetti, se pensa solo all’uso familiare comune, personalmente ne vedo una pratica applicazione perché se non avessi la segnalazione led fuori dalla porta mia moglie farebbe scattare l’allarme almeno due volte alla settimana…

La seconda, invece, quella anglosassone, sostiene che la segnalazione non debba essere visibile, sia per non fornire un’informazione che – come giustamente lei ha segnalato potrebbe essere un aiuto ingiustificato al potenziale ladro, sia perché nel mondo britannico, patria originaria della sicurezza antintrusione, lo scopo è quello di catturare il ladro, non di segnalare l’intrusione.
Purtroppo qui da noi sperare in un intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine, soprattutto in impianti civili, è abbastanza ottimistico (o forse quasi utopistico).

Chi ha ragione? Come vede, ci sono pro e contro in entrambe le situazioni che debbono essere valutate in base alle necessità ed alle esigenze del Cliente. Personalmente ritengo che si debba fare una scelta legata alla praticità ed al modo di utilizzo, piuttosto che puramente filosofica: sicuramente all’interno (e quindi invisibile) è meglio, ma se questo va ad intaccare la sicurezza (problemi nella gestione del ritardo di ingresso) o la convenienza dell’utente (paura di non riuscire a disattivare l’impianto in tempo, scarsa praticità) allora l’esterno vince.