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sabato 5 luglio 2014

Temporizzazione della centrale e dei sensori antifurto

Caro Mauro 
ti scrivo perché io e il mio compagno ci siamo accorti che l’allarme suona soltanto quando si é davanti al sensore oppure a porta/finestra aperta. Insomma, suona solo se il malintenzionato intrufolatosi in casa decide di mettersi in bella mostra davanti al sensore o lascia la porta aperta. Se si nasconde in un punto morto della casa, l’allarme cessa.Tempo fa avevamo fatto cambiare il temporizzatore all’installatore impostandolo sulla durata massima consentita (2 ore). La prima volta che lo abbiamo fatto suonare ci siamo accorti che suonava per poco e poi si fermava. Lo abbiamo detto all’installatore, che ha fatto una prova. Ma in quel momento eravamo tutti e tre davanti ai sensori quindi l’allarme suonava ad intermittenza. Alché l’installatore ha sentenziato che, avendo impostato il temporizzatore sulle due ore, l’allarme suona ad intermittenza. Ovviamente si sbagliava!Prima di contattarlo e dirgliene quattro… sai dirmi quale potrebbe essere il problema? Io non voglio sborsare un euro per il suo intervento.. ne avrei i diritti?Grazie milleChiara

Buongiorno Chiara

A dire il vero non sono sicuro di avere capito bene la vostra situazione… Dunque: un sistema di allarme funziona in modo che, quando attivo, non appena un sensore o un contatto magnetico di apertura rileva un’intrusione, scatta l’allarme – e quindi suona una sirena o partono le chiamate telefoniche del combinatore.
Una volta partito il primo allarme, a seconda di come viene programmata la centrale, si possono avere diversi scenari: ad esempio, la sirena fa i suoi cicli di suonata e poi smette fino a quando non interviene un’altra condizione di allarme (tipo, un allarme da un altro sensore).
Cosa intendi per “l’allarme suona soltanto quando si é davanti al sensore oppure a porta/finestra aperta”? La segnalazione parte quando il sensore ti rileva, o il contatto della porta si apre, e continua per tutto il tempo impostato del ciclo di allarme (in genere 2 o 3 minuti), indipendentemente da cosa succede dopo: se ti sposti, rimani davanti al sensori, esci di casa, ti nascondi dietro un mobile o anche se richiudi la porta è del tutto ininfluente – l’allarme continua a suonare per il tempo impostato. Se nel tuo caso non è così, c’è qualcosa che non funziona nel tuo impianto.
Inoltre non mi è chiaro a cosa ti riferisci quando parli del “temporizzatore … impostandolo sulla durata massima consentita (2 ore)” – forse ti riferisci alla funzione di Risparmio Energetico che mette i sensori via radio a riposo dopo aver generato un allarme? Se è così allora è normale che il sensore non rilevi, ma basta dire all'installatore di impostare una temporizzazione più breve (minuti magari, non ore).

lunedì 29 aprile 2013

Protezione terrazzo con veranda

Ho un appartamento di 135 mq sito al quinto e ultimo piano di una palazzina. Vi è un terrazzino sul fronte ed uno sul retro, quest’ultimo chiuso da veranda. Superiormente vi è solo un lastrico solare a cui si accede facilmente e da cui è agevole raggiungere il mio terrazzino sul fronte (l’altro è verandato). Inoltre, possiedo 2 gatti di media taglia (6Kg). La mia idea era di posizionare sensori magnetici su tutte  e 7 le finestre esterne (2 sono porte-finestre) ed un sensore di movimento all’interno ma la presenza dei due animali mi preoccupa per eventuali attivazioni accidentali. Inoltre non saprei dove posizionare la sirena se non nel terrazzo esterno dove un malintenzionato può facilmente manometterla prima di penetrare in casa.
Mi è stato suggerito di posizionare sensori a tripla tecnologia nei terrazzi e nulla all’interno ed una sirena esterna semplice senza dispositivi di protezione in quanto “coperta” dal sensore esterno. Mi preoccupa tuttavia l’esposizione al freddo intenso dell’inverno che, secondo me, potrebbe compromettere l’efficenza della circuiteria. E’ possibile? Inoltre, non sarebbero meglio sensori a infrarossi o vi è il rischio che i gatti possano attivarli? Ogni suggerimento mi sarà prezioso.

- Paolo
Buongiorno Paolo
L’idea dei sensori a tripla tecnologia nei terrazzi e nulla all’interno non mi sembra particolarmente felice: affidare la protezione del suo appartamento così vulnerabile dall’alto e dall’esterno al solo perimetrale è, da un punto di vista installativo della sicurezza, un suicidio – per usare un eufemismo.

Se possibile, valuti l’installazione di barrierine a stilo o sensori a tenda che proteggono in modo più accurato i varchi (porte e finestre) e magari aggiunga un solo sensore all’esterno di tipo PET in grado di distinguere gli animali e quindi evitare i falsi allarmi per via dei gatti.

Per quanto riguarda la temperatura, non si preoccupi: tutti i prodotti da esterno sono testati per lavorare in condizioni sufficientemente rigide di temperatura e non le daranno problemi – paradossalmente è più preoccupante il caldo del freddo…

Protezione da rapina in appartamento

In conseguenza di una tentata rapina per una seconda volta,vorrei installare un antifurto, considerando che vivo da sola. Abito in un condominio al secondo piano in un appartamento di circa 78 mq. L’appartamento è composto da una camera da letto con finestra, da un soggiorno con portafinestra (entrambi si affacciano su una strada molto frequentata). Sul tinello che affaccia al cortile c’è anche un balcone con portafinestra e una finestra nel cucinino. Che tipo di antifurto mi consiglia e a quanto ammonterebbe la spesa. Tenga presente che vivo da sola e ho 68 anni di età. Sarei propensa ad installare qualcosa da collegare con le forze dell’ordine molto pratica, da tenere acceso anche quando sono in casa. Nell’attesa di una risposta porgo distinti saluti Filomena
Buongiorno Filomena
Vista la sua necessità di proteggere soprattutto la sua persona, quando è in casa, le consiglierei di installare un sistema perimetrale a protezione degli ingressi (soggiorno e balcone in particolare). Esistono dei sensori detti ‘a tenda‘ che si installano all’esterno nella parte superiore dell’infisso e che segnalano il tentativo di intrusione prima che questo avvenga; inoltre questi sensori permettono di tenere attivo l’impianto quando è in casa e sono semplici da installare e poco invasivi. Eventualmente con il suo installatore di fiducia può vedere anche in alternativa delle barrierine a stilo (il principio è uguale, si installano all’esterno ai lati dell’infisso e proteggono sia le finestre che le porte-finestra).
Per quanto riguarda il collegamento con le Forze dell’Ordine, basta installare un combinatore telefonico, eventualmente collegato anche ad un pulsante anti-rapina, che provvederà a fare la chiamata in caso di allarme. Può trovare tutta la modulistica necessaria per fare richiesta di collegamento in questa sezione del blog.

domenica 21 aprile 2013

Sensori per antifurto senza fili in villetta a due piani

Buongiorno,
ho scoperto questo blog da alcuni giorni ed ho letto le varie discussioni con grande interesse, ciò nonostante non ho trovato tutti gli elementi necessari per risolvere il problema per cui le scrivo.
Saremmo intenzionati ad installare un antifurto senza fili in una villetta a due piani più piano interrato; i due installatori interpellati per lo stesso sistema di sicurezza  di un noto marchio, che qui non sto a menzionare, hanno fornito soluzioni completamente diverse e ovviamente con preventivi diversi.
Primo installatore:  N.  da 10 a 12  di rilevatori a raggi infrarossi passivi con apertura di 85° collocati sui muri perimetrali della casa a 2,5 m di altezza; dovrei essere poi io quindi a decidere quanti acquistarne.
Secondo installatore: N. 5 rilevatori  di movimento  a 2 sensori ,  montati su paletti di 1m di altezza  sul terreno del giardino ed  1 rilevatore di movimento bidirezionale montato  su un lato della casa direttamente sul muro ad 1 m di altezza.
Non sono  completamente convinta  delle soluzioni proposte perché:
installatore 1: a mio avviso dovrebbe essere l’installatore stesso a dirmi il N. ed il tipo esatto dei sensori occorrenti per una copertura ottimale.
installatore 2:  Non sono sicura della soluzione che mi ha proposto in quanto su un lato della casa la protezione  decorre   lungo un “corridoio” che passa tra il muro della casa  e un parapetto che si affaccia sul passo carraio; immediatamente sotto il parapetto c’è il tetto di una costruzione più bassa  da cui,  con una scala, eventuali malintenzionati potrebbero comodamente “scavalcare” la protezione arrampicandosi  poi su di un balcone.
Dovendo  capire qual è la soluzione ottimale, sto anche pensando di interpellare un terzo installatore per una ulteriore proposta, però mi rendo conto che per poter decidere ed essere convinta dell’efficacia del sistema, io stessa dovrei addentrarmi  nell’argomento sensori. Sul catalogo descrittivo del sistema  di sicurezza da me  scelto non ho trovato schemi e neppure su web.  Ho già disegnato in scala la pianta della  casa sulla quale avrei  intenzione di provare a fare delle ipotesi di collocazione dei sensori, solo che per poterlo fare in modo preciso, dovrei  esattamente sapere come lavorano….  C’è quale sito con informazioni tecniche dettagliate sui sensori? Grazie!
Giorgia
Buongiorno Giorgia
Vista la situazione abbastanza complessa da quanto mi sembra di capire, credo che interpellare un terzo installatore non può che far bene – anzi, eventualmente le potrà dare ulteriori certezze su una delle due soluzioni proposte.
Un fattore importante da non sottovalutare è che le hanno proposto esclusivamente, se ho capito bene, una protezione perimetrale. Come forse avrà letto nel blog, affidare la sicurezza al solo controllo del perimetro è un po’ rischioso e, in ogni caso, non si ottiene un alto grado di sicurezza.
Certamente la sua necessità è di prevenire l’intrusione e cercare di segnalarla il prima possibile – anche e soprattutto quando si trova in casa, ma per una villetta a due piani i punti di accesso sono molti e spesso non è facile riuscire a dare una copertura veramente completa solo dall’esterno.
Inoltre, come sappiamo, tutti i componenti all’esterno del perimetro (sensori, sirene e attivatori) sono più difficili da auto-proteggere e quindi va sempre tenuta in considerazione e valutata molto bene l’ipotesi del tentativo di sabotaggio.
Personalmente, preferirei affidare la protezione dei varchi (porte/finestre) a sensori a tenda o barrierine a stilo, andando ad aggiungere sensori o barriere da esterno per il perimetro vero e proprio ed integrando il tutto con sensori a trappola all’interno.
Per quanto riguarda le specifiche dei sensori, le uniche informazioni che può reperire sono sui siti dei costruttori (ogni sensore ha delle sue caratteristiche diverse) anche se per quanto riguarda copertura e portata non ci sono grandi o sostanziali differenze: un volumetrico tradizionale, giusto per fare un esempio, in genere ha un angolo di circa 90 gradi ed una portata intorno ai 12 metri con lente normale o a tenda che può arrivare fino a 20 metri con la lente a lungo raggio. Grado più, grado meno – metro più, metro meno, tutti i volumetrici tradizionali sono così.

giovedì 4 aprile 2013

Gestione remota dell’impianto antifurto

Salve,
ho un impianto antifurto filare composta da centrale a 4 zone che gestisce 3 infrarossi in linea + 3 singoli x ogni stanza.
Impianto attivabile/disattivabile con chiave di prossimità.
Vorrei poter gestire l’impianto da remoto (sia con cellulare che con pc) in particolare queste le funzioni che vorrei gestire:
Attivazione/disattivazione impianto,
gestire singole zone,
ascolto ambientale,
visualizzazione ambientale con 1 microcamera da interno.
Grato per la sua autorevole consulenza. – Salvatore


Buongiorno Salvatore

Per la parte di ascolto ambientale e di visualizzazione delle immagini da remoto non ci sono grossi problemi e la realizzazione è abbastanza semplice, sia in termini di tempi che di costi.

Può realizzare le funzioni video e audio attraverso una semplice webcam o una telecamera IP (ovviamente dotate di audio) sfruttando le innumerevoli applicazioni presenti sul web che inviano le immagini al pc o su smartphone – oppure attraverso dei software dedicati che vengono appositamente venduti insieme alle telecamere.

Per esempio, giusto per far capire di cosa stiamo parlando, se ha uno smartphone Android, con una app gratuita come questa può inviare video e audio (ci sono anche dettagliate istruzioni su come configurare la propria connessione internet e tutti i modelli di webcam e telecamere supportate).

Per la parte delle attivazioni e della gestione delle zone (che, dal punto di vista della sicurezza personalmente le consiglierei di non fare), si tratta di funzioni proprie della sua centrale e che quindi non può facilmente esternalizzare. Ci sono modi per ottenere più o meno lo stesso risultato affidando la gestione ad un sistema di attivazione esterno alla centrale e comandando l’attivatore esterno da remoto – ma si tratta di un’operazione complessa e che necessita dell’intervento di un professionista che comprenda bene tutte le funzioni della sua centrale.



domenica 24 marzo 2013

Interferenza su sensori wireless

Salve ,ho un problema con i sensori magneteci wirelles,di notte dalle 2.40 alle 3.00 variando di alcuni minuti,il sensore finestra, sono 2 collegati con la stessa frequenza,si attivafacendo scattare l’allarme,ma quando vado a controllare non succede nulla,le finestre,le persiane e le grate sono intatte e chiuse!!!Non riesco a capire il problema.
Grazie in anticipo. -Simona
Buongiorno Simona
tipicamente la situazione da lei descritta è generata da un’interferenza: la regolarità dell’orario e la ripetitività dell’evento sono indici abbastanza frequenti di falsi allarmi di questo tipo.
Detto questo, si tratta però di situazioni difficili da identificare perché bisognerebbe capire che cosa è che esattamente a quell’ora causa l’interferenza… e alle 3 del mattino non è proprio la cosa più comoda da fare!
Provi, provvisoriamente, ad escludere per un paio di notti quel sensore finestra che causa l’allarme – giusto per essere sicuri che sia proprio quello il problema, togliendo la batteria. Se i falsi allarmi cessano e poi, re-installando la batteria, tornano a presentarsi alla stessa ora, provi a spostare il sensore o a schermarlo dall’esterno.
Si tratta di tentativi empirici che in qualche caso, ma non sempre, risolvono il problema ma, nel caso non dovesse funzionare, sarà necessario contattare l’installatore per un’analisi più accurata o, eventualmente, il posizionamento di un’antenna esterna in posizione diversa.

Come proteggere dei velux in mansarda?

Salve Mauro,
quale tipologia di sensore mi consiglia per la protezione dei velux in mansarda ? Vorrei poter tener attivo l’antifurto anche quando sono in casa e con i velux aperti.

Grazie e complimenti per il suo blog.

Saluti
- Francesco
Buongiorno Francesco
i velux, soprattutto se li si vuole tenere aperti, non sono facili da proteggere – più che per il singolo problema della rilevazione, in genere il posizionamento trasversale e le alte temperature che ci sono soprattutto in estate rendono l’operazione abbastanza complessa.
Sostanzialmente gli approcci sono due e la scelta dipende dalla configurazione del suo tetto: se la conformazione lo permette, può provare un sensore da esterno montato su un palo (anche quello dell’antenna, ad esempio) che le permetterebbe di prevenire l’eventuale intrusione già dall’esterno. La contro-indicazione è che bisogna valutare bene a quali rischi di falso allarme si va incontro (volatili, vento, rami e foglie, etc.) e bisogna avere (o montare) il palo disponibile.
Alternativamente, può utilizzare un contatto magnetico con un sensore inerziale di vibrazione installato sulla parte mobile – non ha lo stesso effetto di prevenzione come il sensore esterno di cui sopra, ma funziona anche se il velux è aperto e quindi risolve il problema anche ad impianto parzializzato.


martedì 12 marzo 2013

Protezione balcone scavalcabile

Buonasera,
Vorrei chiederLe una consulenza in merito alla mia particolare esigenza di protezione. Il mio appartamento e situato al 3° piano di un fabbricato di tre piani. e tutte le stanze sporgono su due balconi ai due lati della casa. In pratica non esistono finestre o balconate che sporgono sul vuoto. Proteggend questi due balconi e la porta di ingresso è impossibile entrare. Tuttavia non essendo un esperto di impianti d’allarme mi propongono di tutto. Io vorrei un impianto anche con fili che protegga i balconi (quindi con sensori di movimento sugli stessi) E non so che tipo di tecnologia richiedere per ottenere massima sicurezza e affidabilità. considerando che sui balconi batte il sole durante il giorno. I balconi sono lunghi dieci metri circa per 1,5. E confinano con quelli del vicino dal quale sono separati da un tramezzo facilmente scavalcabile.
Che tipo di teconologia mi consiglia.
LA ringrazio per l’aiuto.
- Angelo

Buongiorno Angelo

Vista la conformazione dei balconi, credo che le barriere siano la soluzione che rappresenta il miglior rapporto qualità prezzo. L’area da proteggere è stretta e lunga ed una buona coppia di barriere installate a filo muro dovrebbero proteggere più che adeguatamente gli ingressi e le finestre.

Sarebbe comunque da tenere in considerazione anche un’eventuale protezione con dei sensori doppia/tripla tecnologia da esterno con lente a tenda se, per ragioni installative, le barriere non dovessero essere adeguate (ma questo lo può solo giustificare l’installatore in fase di sopralluogo).

In ogni caso, metterei dei sensori di apertura e roller (a filo) sulle tapparelle o, in alternativa, dei sensori a tenda sui varchi vista la facilità di accesso dal tramezzo confinante.

lunedì 11 marzo 2013

Espansione filare per centrale antifurto

Salve Mauro,

come prima cosa complimenti per il suo blog.

La mia domanda riguarda i “moduli di espansione” in un impianto filare. Ho una casa su tre piani e il mio installatore mi ha consigliato di mettere un modulo di espansione al piano terra ed un modulo di espansione al primo piano, mentre la centrale è in mansarda.

A questo modulo di espansione può essere collegato direttamente via filo anche la sirena (interna e\o esterna), la tastiera e qualsiasi altro dispositivo che compone l’antifurto (es. un eventuale badge come inseritore d’allarme) ? Oppure questi che ho appena elencato è meglio collegarli direttamente alla centrale ed il modulo di espansione serve solo per i sensori (volumetrici e barriere) ? Lei cosa mi consiglierebbe ?

Grazie
Francesco

Buongiorno Francesco

Sicuramente installare dei moduli di espansione (anche detti concentratori) è un’ottima idea, soprattutto in previsione di futuri ampliamenti, modifiche ed espansioni di impianto. Inoltre dovrebbe anche facilitare l’installazione (e quindi ridurre tempi e costi del cablaggio), aumentando la flessibilità dell’impianto.

Non saprei se nel suo caso specifico è possibile collegare tutte le periferiche o solo i sensori – dipende dal modello della centrale, ma, se lo fosse, non c’è differenza se collegati al concentratore o in centrale.

sabato 9 marzo 2013

Come collegare combinatore GSM a centrale di allarme


Salve, 
volevo chiederle, è fattibile collegare un combinatore GSM a una centrale inteligent Beghelli con conbinatore telefonico tradizionale PSTN?Se sì, un combinatore GSM più adatto di un altro ?
Grazie. 
Saluti Germano.

Buongiorno Germano

Qualunque centrale che disponga di una uscita di allarme può essere collegata ad un qualunque combinatore GSM esterno ed indipendente.

La programmazione dei numeri da chiamare avviene direttamente sul combinatore ed il collegamento è di tipo elettrico (un segnale in uscita dalla centrale che viene collegato all’ingresso di allarme del combinatore). Deve solo verificare la compatibilità elettrica del segnale, quindi se è, ad esempio, un positivo normalmente chiuso (NC+) che viene a mancare in caso di allarme – o altro. I segnali devono ovviamente essere lo stesso in uscita dalla centrale ed in ingresso nel combinatore GSM. Se di serie i segnali dovessero presentarsi di due tipi diversi, basterà convertirli con un semplice relè.

Se la centrale non dovesse disporre di un’uscita ausiliaria dedicata, può al limite utilizzare anche il collegamento della sirena (in fondo anche quella è una semplice uscita di allarme).



giovedì 7 marzo 2013

Sensori infrarosso passivo e finestre


Salve, 
dovendo installare un impianto di antifurto, e volendo  inserire dei rilevatori all infrarosso PIR  mi chiedevo, se puntano contro un vetro, e dall altra parte c’e una persona, la rilevano? e in caso di doppi vetri?- Federico

Buongiorno Federico

No, i sensori infrarosso PIR non rilevano oltre il vetro in nessun caso (singoli o doppi).



domenica 3 marzo 2013

Configurazione di impianto d’allarme


le mie domande sono il frutto di diverse “consulenze allarmistiche” nel quale mi si propinava la soluzione più vicina alle esigenze commerciali del venditore e meno a quelle del mittente!!
abitazione indipendente su 3 livelli (notte,giorno,taverna) con n.17 accessi totali (porte portoni e finestre). Attualmente ho solo la predisposizione filare su ogni infisso per eventuali barriere.
ZONA NOTTE infissi con persianepiu precisamente dall’interno verso l’esterno:infisso,zanzariere a scomparsa,predisposizione fili ai 2 angoli opposti in alto,persiana.quale tipologia di sensore scegliere?barriera,sensore a tenda,contatto magnetico…considerando che sono sul piano più alto, forse il meno a rischio.
ZONA GIORNO E TAVERNA senza persianein particolare, in queste zone si trovano 4 finestre di circa 6mq cadauna esposte a nord,nonostante protette da porticato, durante i forti temporali la pioggia arriva sui vetri…ricordo che sono sprovvisto di persiane…quale sensoristica risulterebbe più appropriata?contatto magnetico,barriere o sensori a tenda tipo velvet DT factory della EEA?in più per proteggere il perimetro esistono dei sensori doppio fascio per esterno con funzione antimascheramento? molti mi hanno proposto il rivelatore passivo infrarossi VX402 della OPTEX, ma non ha l’antimascheramento…esiste questo abbinamento?
sirena interna unica o in più livelli dell’abitazione?
in previsione di ampliare l’impianto (giardino e garage) devo prevedere una  centrale particolare, ad esempio espandibile fino a quante “posizioni”? mi è stata proposta una a 32
telecomando,tastiera o entrambi?
fiducioso resto resto in attesa, mi complimento per le info sul webmarco da pescara

Buongiorno Marco

Iniziamo dalla zona notte: se ritiene che non ci sia rischio di intrusione alto (o di notte, quando è in casa) basta il contatto magnetico di apertura, magari doppio persiana + infisso. Se ci sono accessi piú a rischio, sensore a tenda o barrierina a stilo.

Zona giorno: se pensa che le interferenze ambientali tipo i temporali ed il forte vento possano rappresentare un problema seria, allora la scelta dei sensori a tenda montati all’interno mi sembra la migliore. Esistono dei modelli con puntamento a laser che mostrano con precisione la copertura in modo che sia molto radente la superficie del vetro.

Sirena interna: la funzione della sirena interna è principalmente quella di segnalare il preallarme. Se una si sente in tutta la casa, basta una. Se ha più piani con zone giorno e notte separate e divise da porte, allora una per piano.

Centrale: 32 zone direi che va bene, visto quanto mi scrive. Consideri che comunque, oltre la protezione perimetrale, sarebbe consigliabile anche qualche sensore volumetrico interno sistemato a trappola nei punti di passaggio o a protezione degli ingressi critici (porte, porte/finestra, etc.)

Attivatore: tastiera, almeno una per piano per poter parzializzare.


mercoledì 27 febbraio 2013

Come riconoscere un sensore PIR da un doppia tecnologia?


Buonasera, vorrei sapere visto che a breve verranno ad istallarmi un antifurto filare, come posso riconoscere un sensore di movimento passivo da quello a doppia tecnologia.
Saluti e complimenti per il blog.
Marco

Buongiorno Marco

Visivamente, sono abbastanza simili ed anche un esperto farebbe fatica guardando dal solo involucro.

Esternamente, l’unico indizio di rilievo potrebbe essere la presenza di due (o tre) led, in genere di colore diverso, che servono per segnalare l’attivazione di una o dell’altra tecnologia. Camminando davanti al sensore i due led si dovrebbero accendere, generalmente in tempi diversi, a seconda della tecnologia che rileva per prima.

Se invece intende aprire il sensore, basta verificare la presenza di un piroelettrico e di un’antenna planare (IR+MW) o di più elementi in caso di doppio/triplo PIR.

domenica 24 febbraio 2013

Sostituzione batteria contatti via radio


Salve,Il mio sistema antifurto di casa ha di nuovo le batterie degli apparecchi di zona (quelli sulle finestre per intenderci) scarichi.Siccome la cosa accade più spesso di quanto pensassi vorrei evitare di chiamare ogni volta il tecnico e spendere una cifra spropositata per quattro batterie.Si tratta di un’operazione semplice? Dovrei impostare qualcosa sull’antifurto oppure posso farlo senza troppi scrupoli? (sul manuale non ho trovato informazioni a riguardo)- Moreno

Buongiorno Moreno

In genere la sostituzione delle batterie nei contatti radio non comporta nessuna problematica. Si richiede solo la necessaria attenzione e la scelta corretta del tipo di batteria.

Per il resto, l’operazione è abbastanza semplice: ad impianto disattivato (se possibile in stato manutenzione), basta aprire il contenitore e sostituire la batteria. Se non mette l’impianto in manutenzione avrà una segnalazione di allarme manomissione quando apre il contatto – ma è normale.




venerdì 15 febbraio 2013

Intercettazione dei radiocomandi


I telecomandi 868 mhz con cui si attivano/disattivano gli allarmi, anche se cifrati con algoritmi proprietari, possono essere intercettati con opportuni apparecchi e costituiscono il punto debole di un sistema di sicurezza?- Massimo

Buongiorno Massimo

Tutti i radiocomandi, su qualunque frequenza e con qualunque algoritmo, possono essere intercettati. Tutte le trasmissioni radio in genere possono essere intercettate. Basta avere una ricevente con un’antenna sintonizzata sulla stessa frequenza. Bisogna vedere cosa può fare con quello che ha intercettato.

Se il codice che ha intercettato è criptato, non lo può decifrare –  a meno che lei abbia anche la chiave di lettura dell’algoritmo, ma potrebbe riuscire a clonarlo; se si tratta di un codice rolling-code, quindi di un codice che è valido solo per quell'operazione e poi cambia, non se ne fa nulla.

In un certo senso quindi un codice rolling-code è più sicuro, mentre un codice duplicabile rappresenta un potenziale punto di debolezza – indipendentemente dalla frequenza su cui viene trasmesso.


La modalità impulsiva dei sensori


Esiste il modo di proteggere una finestra con persiane in modo che AL MOMENTO DI INSERIMENTO ALLARME, se la persiana è chiusa l’allarme avvenga aprendo la persiana e se invece la persiiana è aperta l’allarme avvenga aprendo la finestra.
GRAZIE
- Mario

Buongiorno Mario

Certo.
Basta che la centrale abbia la funzione di auto-esclusione della linea aperta – funzione abbastanza comune su molti modelli.
Nel primo caso l’allarme è normale (da persiana chiusa a persiana aperta); nel secondo caso, la centrale auto-esclude la linea della persiana perché la vede aperta (come la persiana stessa) e la ri-arma solo (e se) la persiana viene chiusa. In questo caso un semplice contatto magnetico sulla finestra segnalerà l’allarme.
Tecnicamente (molto tecnicamente!) questo concetto si chiama modalità impulsiva.

I sensori allarme doppia e tripla tecnologia


Buongiornodevo proteggere il mio appartamento sito al 2° piano; i punti critici da coprire sono pochi: 2 baloconi lunghi 11 m e lago 1.20 confinanti con altri balconi analoghi di altri app.ti ed una porta blindata: per l’esterno mi hanno proposto un sensore per balcone a doppio infrarosso e non come vorrei io a doppia e triplice tecnologia, mentre per la porta nessun problema colsensore a fili. La tesi dell’instalaltore è che con dopp/trip tecn. vi è possibilità di falsi allarmi e difficoltà di taratura (temporali e piccoli insetti che si posano sulle lenti): quesiti:  sono affidalili questi sensori a doppoi infrarosso e quali limiti hanno, ovvero gli ultimi sono migliori ai fini della sicurezza? ringrazio cordialmente: - Giovanni

Buongiorno Giovanni

la tesi del suo installatore è alquanto discutibile: con i sensori doppia o tripla tecnologia si hanno MENO problemi sia di taratura che di falsi allarmi in quanto proprio la necessità di attivare tutte le due/tre tecnologia per generare un allarme riduce sensibilmente la possibilità di falsi allarmi (anche dovuti a difetti di taratura).

I sensori a doppia (o tripla) tecnologia, sia infrarosso che infrarosso + microonda sono molto affidabili in termini di falsi allarmi. I limiti sono legati al costo (leggermente superiore rispetto alla singola tecnologia, ovviamente) ed al fatto che sono meno performanti in termini di sicurezza perché il funzionamento combinato in AND necessita l’allarme sia di una che dell’altra tecnologia e quindi potenzialmente si portano dietro le debolezze di entrambe.

In ambienti a basso rischio ormai le logiche a microprocessore che vengono utilizzate nei sensori DT ne hanno reso le prestazioni assolutamente adeguate e soddisfacenti; in ambienti a medio-alto rischio, si utilizzano sensori diversi o sensori DT di alta qualità (e quindi anche alto costo).

domenica 10 febbraio 2013

Telecamere, barriere e protezione perimetrale


Salve, vorrei avere un consiglio su come progettare un sistema di impianto via filo (e forse in parte anche radio).Abito al piano terra rialzato di 1 mt., ho da poco installato robuste grate internamente, tra persiane e finestre in alluminio, il portone è blindato. Il mio appartamento non è in condominio, e guarda su 3 confinanti, mentre mi manca la visione del fronte strada (perché si sviluppa alle spalle dei garage che danno sulla strada), quindi pensavo anche ad una telecamera sempre via filo, tipo mini speed dome, che gira tra il portoncino esterno e l’entrata del giardino con cancello grande (dove mi hanno avvelenato il mio cane ….consideri che tra la strada e il muro di casa ci sono circa 4 mt di mia proprietà, per la privacy sono ok visto che la telecamera la installo sull’angolo del muro casa ?) circa 10 mt tra loro distanziati, comunque solo una sufficiente visione day & night, senza troppi sosfisticati congegni.Inoltre, vorrei evitare l’eventuale danneggiamento alle persiane, installando un sistema per finestre (barriera esterno con fili sarebbe meglio), da un lato prende 2 finestre, dietro casa una finestra e dall’altro prende 3 finestre, in sostanza potrebbero bastare tre coppie di barriere che volendo posso collegare via filo (avendo predisposto ad ogni angolo esterno di casa un corrugato diametro 2 cm che convergono in una scatola a centro dell’appartamento interno).infine poi un sensore al portone blindato anche senza fili, con una sirena esterna (oppure anche una interna). Mentre per la segnalazione gsm non saprei se occorre il collegamento alla rete telefonica (credo che occorre portare un bianco-rosso dalla presa telef. alla centralina …).In attesa di vs. consiglio e delucidazione in merito, potreste farmi sapere quanto mi costerebbe un tipo di impianto come descritto completo di cavetteria, alimentazione di supporto radiocomando (2) istruzioni.ringraziando anticipatamente, invioCordiali saluti.

Buongiorno

Per la telecamera non ci sono problemi se punta nella sua proprietà privata, come mi sembra di capire, e se rispetta le regole della privacy (deve segnalare con l’apposito cartello ed il passaggio non deve essere pubblico).

Per le finestre, direi che le barriere sono un’ottima soluzione – tra l’altro le potrebbe sfruttare anche per parzializzare l’impianto quando si trova in casa aumentando quindi il grado di sicurezza, mentre per il portone blindato basta un contatto magnetico o, al limite, un contatto di vibrazione (o entrambe – li può comunque mettere in serie utilizzando lo stesso cavo).

Il combinatore telefonico GSM necessita solo dell’alimentazione e non é necessario nessun collegamento alla linea telefonica, ma solo il collegamento della segnalazione di allarme alla centrale. Esistono anche dei modelli che hanno sia il cellulare GSM che la linea tradizionale PSTN, ma se il suo è esclusivamente GSM deve solo verificare la presenza di campo.

Sul preventivo non saprei come aiutarle: le varianti sono davvero molte e le differenze possono essere sostanziali a seconda del materiale utilizzato.

sabato 9 febbraio 2013

Protezione perimetrale in assenza di predisposizione cavi


Buonasera Mauro!piacere di “conoscerti”  mi chiamo Alberto.Scrivo a te perché oggi mi sono trovato a cercare sul web informazioni su antifurti per appartamenti…e tu sei il primo, oltre che il più frequente, nome che salta fuori 
Ho letto della tua enorme disponibilità a dare aiuto a chi te ne chiede, tra i tuoi blog…e ho ben pensato di provare ad approfittarne! 
Ti faccio una breve cronistoria:
Stanno per ultimare il palazzo all’interno del quale ho preso un appartamento; ai tempi l’elettricista del cantiere mi ha chiesto se volessi o meno la predisposizione per l’allarme, sconsigliandomi la predisposizione perimetrale (bensì solo quella per i radar) a causa dell’oscenità oltre che scomodità dei contatti sulle porte a causa degli infissi in alluminio. Io, da buon ignorante in materia e non pensando ad istruirmi per tempo, accettai i consigli (mi spillerà 500 € per questa predisposizione dei tubi per passare i fili….).
Adesso, documentandomi, ho deciso che non voglio assolutamente rinunciare al perimetrale; è l’unico modo per proteggere la casa in cui vivi quando ci sei dentro!
Ecco dunque la mia richiesta di soccorso:
La predisposizione mi permette solo di mettere i radar.Ho fatto un sopralluogo con due diversi tecnici. Uno mi ha detto che si potrebbero mettere le tendine infrarossi tra infissi interni ed esterni ma che, giustamente ci vuole un lavoro prima per sistemare i fili…dunque si dovranno fare dei lavori per permettere ai fili di arrivare fino alle porte…e neanche un tubo porta fino alle porte esterne……….Un altro (quello del cantiere) mi ha portato ancora avanti la sua tesi, dicendo ancora che i contatti delle porte servono a poco. Lì, però, gli ho detto che non conoscendo le tendine a infrarossi non avevo pensato alla possibilità di montarle (poteva anche pensare a dirmelo ai tempi…). Dopo questa mia affermazione, ha tirato fuori l’idea di alcuni sensori infrarossi che, esternamente, starebbero paralleli alla parete a circa 1 cm di distanza.Io, invece, sto seriamente pensando alle tendine Wi-Fi (l’elettricista del cantiere me le ha sconsigliate a causa della,a suo parere, facile intrusione per la disattivazione dall’esterno).
In tutto questo marasma che ti ho descritto…qual’è la tua opinione? 
Grazie mille per l’attenzione!

Buongiorno Alberto

Innanzitutto… peccato per la mancata predisposizione! Come consigliamo sempre, il passaggio di qualche tubo in più in fase di costruzione o ristrutturazione della casa è un’operazione poco costosa e di facile realizzo e, anche se pensate di non utilizzarla immediatamente, è un po’ come un piccolo investimento che prima o poi potrebbe tornare molto utile.

Credo che nel tuo caso la soluzione migliore possa essere quella di installare dei sensori a tenda senza filo o, al limite, delle barrierine infrarosso – sempre senza filo. Trattandosi di una protezione perimetrale supplementare ai sensori filari interni, aggiungi un importante utilizzo (quello della parzializzazione notturna) ed aumenti la protezione ad impianto totalmente attivato.

Per quanto riguarda l’affidabilità, i sensori a tenda offrono una buona copertura, possono essere installati in posizioni di difficile accesso anche all’esterno (per esempio tra l’infisso e la persiana) e non sono particolarmente attaccabili – non più di quanto lo siano tutti i tipi di sensore da esterno. Soprattutto devi valutare che sono una protezione accessoria rispetto ai volumetrici interni e hanno anche il grande vantaggio di prevenire lo scasso segnalando il tentativo di intrusione quando il ladro è ancora all’esterno.

Se poi volessi comunque passare i cavi, puoi anche abbinare il sensore a tenda con il contatto magnetico di apertura e/o i contatti a filo per le tapparelle.


lunedì 4 febbraio 2013

Videosorveglianza con telecamere IP per villetta

Prima di tutto complimenti per questo sito , veramente ben fatto.Abito in una villetta a schiera e in un anno i ladri sono già entrati non una…ma due volte.Nel secondo caso in particolare a mettere in fuga i ladri è stata la semplice presenza di una ip cam (ho ricevuto una mail sul blackberry mentre stavo tornando da lavoro e ho immediatamente chiamato il 112).Incredibile a dirsi, i ladri hanno rubato…l’ip camera!!Da qui la mia decisione di dotarmi di un sistema d’allarme e di 4/5 nuove ip camera da posizionare in luoghi strategici in abbinamento a dei faretti alogeni/led con sensore crepuscolare (a quanto leggo è un deterrente notevole).La villa ha un giardinetto (molto piccolo) sia nella parte anteriore che nella parte posteriore mentre al 1° piano ci sono un terrazzo e un balcone.In totale ho 8 infissi, più la porta d’entrata semi-blindata.La mia idea era di dotare le finestre di un doppio sensore (a tendina e perimetrale), mettere un volumetrico in box (che comunica con l’abitazione direttamente mediante una porta che doterò di sensore perimetrale) mentre all’esterno volevo mettere sia sul terrazzo che sul balcone delle barriere a infrarossi.Penso che separare il sistema di videosorveglianza ip dall’allarme vero e proprio potrebbe essere una soluzione ridondante ma allo stesso tempo utile come backup nel caso in cui i ladri riuscissero a manomettere il sistema d’allarme.E’ chiaro che se i ladri dovessero spegnere l’elettricità…le mie telecamere automaticamente verrebbero spente mentre rimarrebbe attiva la centralina d’allarme grazie alla batteria tampone.Da queste considerazioni una serie di domande:
è una buona idea separare la videosorveglianza dall’allarme?quanto sono integrabili le ip camera (cinesi) ai sistemi d’allarme più comuni (vedo che hanno degli ingressi/uscite nella parte posteriore..)?potrebbe essere utile tenere un UPS per dare continuità alla linea elettrica?
inoltre, in generale, credi sia possibile riutilizzare parte dei sensori della mio vecchio sistema antifurto (quelli perimetrali in particolar modo)?Ultima domanda, vorrei prendere una nuova centralina d’allarme sul taglio consumer che mi auto-installerei ma sono dubbioso sulla sicurezza relativa alla comunicazione tra telecomandino e centrale stessa (ultimamente sento di sistemi che intercettano il codice quando attiviamo o disattiviamo l’allarme clonando di fatto un nuovo telecomando…in termini tecnici non so come si chiama questa tecnica).Esistono dei modi per aumentare il livello di sicurezza in questo tipo di comunicazione (tipo chiavette con chiave numerica che cambia ogni tot secondi?) magari integrabili ai sistemi d’allarme e indipendenti? e se sì, esiste uno standard di riferimento?grazie e mi scuso se non ho usato i termini tecnici ma non sono esperto- Cristiano

Buongiorno Cristiano

Si, in generale soprattutto per piccoli impianti (appartamenti, villette) la separazione di antifurto e videosorveglianza é quasi una scelta obbligata. Come potrai leggere anche in altri post, ci sono considerazioni pratiche, installative e anche economiche che portano decisamente verso questa soluzione.

Le telecamere IP (cinesi e non) sono abbastanza standard e credo che non ci siano grossi problemi di integrazione, ma la materia é molto vasta e quindi forse prima dell’acquisto ti conviene verificare con il fornitore – meglio se un distributore specializzato in sicurezza TVCC, per non avere poi complicazioni eccessive in fase di installazione e configurazione.

Per quanto riguarda l’UPS direi che é fondamentale: qualunque sistema di sicurezza deve prevedere almeno due fonti di alimentazione (una, primaria, é la rete, l’altra, secondaria, viene fornita da batterie o un gruppo esterno) in quanto la mancanza di corrente si verifica spesso in caso di tentato furto – soprattutto ora che i contatori vengono montati esternamente ed in posizioni facilmente accessibili da tutti.

I sensori antifurto sono molto compatibili se di tipo filare: l’allarme viene trasmesso attraverso un segnale elettrico (normalmente un positivo a mancare) che può essere letto da qualunque centrale. Anche nel caso in cui non vi sia compatibilità  basta usare un comune relé per girare il segnale ed i sensori diventano utili per il nuovo impianto.

Per quanto riguarda il radiocomando invece, la situazione é più complessa. Se la scheda di decodifica (scheda-chiave) é a bordo, non puoi fare molto. Potresti cercare una centrale che abbia un sistema rolling-code che rigenera il codice dopo ogni attivazione o montare una chiave elettronica a contatto, facile da usare ma difficile da clonare. Ti consiglio comunque di non separare i due acquisti in quanto la parte chiave é intimamente legata al funzionamento dell’impianto e potresti andare incontro a complicazioni gratuite ma difficili da superare.