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venerdì 4 gennaio 2013

Impianto perimetrale per appartamento

Buongiorno,
ho da poco acquistato casa,trattasi di un 2o piano su un pianerottolo di 3 appartamenti per piano. Il palazzo in totale ha 3 piani. Come primo passo ho sostituito la serratura con una MUL T LOCK,a detta del fabbro molto più sicura, a differenza degli altri appartamenti che hanno la comune serratura europea di capitolato.
L’appartamento ha 2 grossi balconi, uno esposto a sud dove affaccia sulla strada principale abbastanza trafficata con 3 accessi al balcone e uno esposto a nord dove affaccia nell’atrio del complesso,un po più isolato ma comunque abbastanza alto dal piano terra,con tre accessi al balcone e una finestra.
Dopo una mia valutazione,gli unici modi per entrare sono o scassinanado la porta principale o accedervi attraverso i 2 balconi confinanti dei vicini.Escluderei la soluzione dell’arrampicata.
Detto ciò,dalle mie parti si sentono più frequentemente notizie del tipo di furti o tentati furti anche con gente all’interno dell’appartamento,solitamente però in modalità molto veloci e fulminee.
In ogni caso,partendo dal pressuposto che non ho e non avrò grossi beni di valore (soldi e gioielli) a parte oggetti di elettronica varia(TV,PC,etc..) e considerando la necessità di voler vivere sicuri all’interno del’appartamento, vorrei installare un valido sistema antifurto /antifrazione che faccia desistere i ladri a scegliere proprio il mio appartamento,ovviamente principalmente quando sono all’interno dell’appartamento stesso.
Come prima passo al raggiungimento di tale scopo è quello di installare sul pianerottolo una IP CAM (con il consenso dei vicini) e poi aggiungerci un sistema antifrazione,con sensori sulla porta principale e sensori sui 2 balconi.
Che dicì può essere una buona soluzione?
- Luca

Buongiorno Luca
Sì, direi che può andare bene.
Visto che la tua necessità è soprattutto sul perimetrale, dovresti porre particolare attenzione agli ingressi (porte e finestre) scegliendo tra barrierine infrarosso (che vengono installate prima dell’infisso e prevengono lo scasso), dei sensori infrarosso a tenda installati in alto sul serramento o, se hai delle tapparelle avvolgibili, dei sensori tapparella a filo.
Se hai la predisposizione, puoi anche combinare con estrema facilità i sensori a tenda e i roller tapparella (e, volendo, aggiungere anche un contatto magnetico di apertura). Sono tutti prodotti facilmente reperibili per tutte le marche ed il costo è contenuto per la versione via filo, leggermente più alto ma comunque accessibile per la versione via radio.
Ovviamente la centrale dovrà essere parzializzata – ricorda di mettere un punto di attivazione per la zona notte all’interno (che può essere lo stesso se vicino alla porta di ingresso), e di segnalare l’allarme notturno con un buzzer o una sirenetta interna ad intermittenza e non con la sirena di potenza da esterno: un beep nel silenzio della notte è più che sufficiente per svegliarti e non scatena il panico tra i vicini nel caso, inavvertitamente, si tratti di un falso allarme generato da una finestra aperta.

giovedì 31 maggio 2012

Sistemi di difesa attiva nebbiogeni e gas irritante

Buongiorno,
ho iniziato a leggere il blog con molto interesse dovendo proteggere la casa che sto per acquistare che è MOLTO esposta dal punto di vista della sicurezza.
Tra le tante opzioni già note mi sono domandato se esistessero dei sistemi di difesa ATTIVA che agissero fisicamente contro il ladro, e ne ho trovati due:
GAS OC – http://www.defencesystem.it/defens/SIDAG%20-Informazioni%20generali%20.pdf
Nebbiogeni – http://www.protectglobal.it/home-page/i-nostri-clienti/privati/
Cosa ne pensi di questi sistemi (in genere, non sulle marche specifiche)?
Visto che non ne parli in nessun post, penso che potrebbe essere un interessante argomento di discussione.

Un saluto,
Stefano

Buongiorno Stefano

Ti ringrazio per il tuo post che ci permette di parlare di questi due sistemi ‘attivi’ per la protezione dei locali.

In generale, sia il gas irritante che i nebbiogeni (il principio in fondo è lo stesso) sono dei validi complementi ad un sistema antintrusione, soprattutto in quelle situazioni dove la sola rilevazione dell’allarme – causa l’isolamento dell’abitazione o la mancanza di un servizio di vigilanza o di intervento immediato delle Forze Ordine, potrebbe non essere sufficiente.

Più volte abbiamo ricordato come lo scopo del sistema di allarme è di segnalare l’intrusione: a mezzo sonoro con una sirena o telefonico con un combinatore; ma se a seguito di questa segnalazione non succede niente, averlo non è molto utile. La vicinanza di altre case o la presenza di altre persone nel condominio in genere induce il ladro alla fuga, ma se l’intrusione è rapida e il malvivente pensa di avere comunque abbastanza tempo per arraffare qualcosa, l’uso di un deterrente tipo nebbiogeno o gas irritante costituisce un ottimo aiuto ad evitare che il danno vada oltre lo scasso.

Le controindicazioni, a parte il costo e qualche problematica installativa soprattutto su case a più piani, sono legate esclusivamente alla possibilità (non così remota) di un falso allarme. Giusto per farti capire che il problema non è di natura tecnica, mia moglie entra in casa senza disinserire l’antifurto regolarmente almeno una volta al mese (così lo testiamo, almeno siamo sicuri che funziona bene - dice lei). In genere, prima che recuperi le borse della spesa che sono cadute, riporti l’ordine tra i bambini fuori dalla porta, risponda al cellulare che suona (è il combinatore!) faccia smettere il cane di abbaiare, tranquillizzi il portiere o il vicino che nel frattempo sono usciti a vedere e disinserisca l’allarme passano almeno due minuti. Se io avessi una cosa del genere a casa, mi costerebbe meno farmi svaligiare una volta l’anno che farlo ricaricare, per non parlare del dopo-nebbia o del dopo-gas.

Detto questo, resta comunque valido il principio di cui sopra: non a caso questi sistemi sono molto utilizzati nei negozi e nelle attività commerciali dove, una volta entrati, anche se scatta l’allarme bastano pochi secondi per portare via molta merce preziosa e di valore.

domenica 11 marzo 2012

Difendere una grande casa isolata

Salve sig. Mauro

Chiedo il suo consiglio perché devo difendere una grande casa isolata, e dispongo ormai di un budget economico limitato.
La casa è collocata al centro di un piazzale che forma un grande poligono irregolare, delimitato da muretto con cancellata. Sul piazzale ci sono sempre cani da guardia.
La casa si sviluppa su 3 livelli e possiede, ahimè, numerose aperture (circa 25 di cui 4 porte di ingresso). Molte di queste aperture sono protette da sbarre di metallo, ma non tutte (mia moglie non mi permette di mettere barre ovunque, abbiamo già litigato su questo). Ho anche le telecamere per uso esterno/interno fisse ma capaci di motion detection, per installare le quali attendo pazientemente la disponibilità del mio installatore di fiducia.
Ora io sono fortemente indeciso sulla tipologia di antifurto da scegliere. Il portafogli mi suggerirebbe di installare un sistema semplice con qualche sensore volumetrico piazzato in qualche punto strategico della casa attraverso cui bisogna passare per forza, ma il cervello mi dice che forse si deve fare altro.
Inoltre non voglio che i nostri cani diventino la nostra principale linea di difesa, insomma vorrei evitare il più possibile di metterne a rischio l’incolumità.

Nell’attesa di conoscere il suo parere, le porgo cordiali saluti.

Buongiorno
credo che nella sua situazione il compromesso migliore sia quello di ‘mischiare le carte’ il più possibile per cercare di ottenere la massima protezione con il minimo delle risorse.
Posto che i cani e le telecamere all’esterno con motion detection dovrebbero già darle una prima linea di difesa perimetrale, provi a considerare l’ipotesi di qualche sensore (infrarosso a tenda o barrierina a stilo) sulle finestre/porte non protette da sbarre. Se qualche area interna rimane scoperta in modo considerevole utilizzi dei sensori volumetrici ‘a trappola’ (nei punti strategici, come da lei suggerito).
Se il suo timore maggiore è la protezione quando siete in casa, concentri la protezione su quei passaggi della zona notte dove i sensori possono essere attivati anche in modalità parziale, la notte.
Se ritene invece che ci sia maggiore pericolo per stanze che contengono beni di valore, intensifichi le trappole a protezione dei passaggi forzati necessari per asportare oggetti di un certo volume: tipicamente, i corridoi che uniscono più stanze sono le aree più facili da proteggere ed in genere sono delle buone trappole — alla peggio, se vengono identificati, le lasciano scoperta solo la stanza in cui si è verificata l’intrusione (possibilmente una stanza priva di grandi valori da proteggere).
Visto che la casa è su 3 livelli, nei piani in cui non c’è accesso lineare (piano sotterraneo e primo piano), si può limitare alle sole trappole volumetriche. Nel piano terreno (immagino il più vulnerabile) concentri tutta la protezione possibile. Sulle 4 porte un contatto magnetico di apertura può bastare.
In aggiunta a quanto sopra, ricordo sempre che in situazioni come la sua è fondamentale che il pre-allarme perimetrale sia collegato a delle luci (più sono, meglio è) in modo che, nel malaugurato caso che vi sia una tentata intrusione la notte, l’effetto sorpresa – a vantaggio dei ladri – venga neutralizzato immediatamente. Il collegamento delle luci esterno (giardino, cortile, portico etc.) è facile da realizzare attraverso un semplice relè collegato alla centrale d’allarme, costa molto poco (il tempo d’installazione sostanzialmente) ed è molto efficace.
Come ultima considerazione, può ulteriormente intensificare la protezione all’esterno (ad esempio con volumetrici da esterno o barriere), ma in tutta sincerità non credo che questo possa in qualche modo preservare l’incolumità dei suoi cani: in genere è meglio avere un sistema più completo (che scoraggia il ladro quando inevitabilmente verrà a fare il ‘sopralluogo’) che non dare l’impressione che, eliminati i cani e saltate le telecamere, il campo è libero.
Grazie.

lunedì 7 novembre 2011

Sensori infrasonici per protezione antifurto perimetrale

Un lettore ci scrive:
Salve a tutti….
Tecnologie come infrarossi o microonde da esterno non sono affidabili al 100%, oltre che ormai vetuste e ben conosciute dai ladri. Peggio ancora sono le barriere all’infrarosso attivo, che oltre che ben visibili e quindi facilmente eludibili, risentono anch’esse di fattori estremamente negativi se installate in aree esterne.
Oggi si stanno affermando nuove tecnologie, basate su sensori infrasonici in grado di rilevare onde subsoniche a basse frequenze, indotte per esempio dal camminamento di una persona al di sopra una stringa di sensori posizionata sotto il terreno a 60/80 cm di profondità. In questo modo non avremo mai un falso allarme dato che i sensori reagiscono emettendo un segnale in maniera autonoma solo se disturbati da pressioni del terreno. Questi sensori non hanno elettronica a bordo e non sono alimentati per cui totalmente esenti da guasti e da manutenzione.
Con la stessa tipologia di sensori si possono proteggere in maniera invisibile recinzioni rigide, soglie di porte e finestre, gradini e vialetti in cemento, ma anche tubazioni, pavimenti flottanti... 
Grazie per il suo prezioso contributo.
Abbiamo spesso trattato l’argomento delle protezioni perimetrali in questo blog, che come forse avrà potuto leggere in altre post, è sicuramente uno degli argomenti più delicati e richiesti dai lettori. Come lei giustamente ha sottolineato le tecnologie a disposizione sul mercato peccano ancora un po’ di affidabilità. Il suo suggerimento è una delle valide alternative, con annessi pregi e difetti come le altre, e da valutare per rapporto qualità /prezzo.
Certamente le protezioni infrarosso non garantiscono il massimo della sicurezza ma, come il mercato ci insegna, per ragioni commerciali l’infrarosso passivo negli ultimi anni ha ampiamente dominato e preso il sopravvento, grazie proprio al ridotto costo legato alla prestazione fornita. Per non parlare della doppia tecnologia (AND) che, in pratica, è meno sicura anche del solo infrarosso – ma meno soggetto a falsi allarmi. Quindi spesso non è la sola qualità tecnica che fa un buon prodotto, ma anche la praticità di installazione, l’affidabilità ed il costo in rapporto alla prestazione fornita — come ci insegna la scomparsa del buon vecchio radar a cavità ad effetto Doppler: un sensore fantastico e difficile da ingannare, ma che necessita di un’installazione complessa, è molto suscettibile (forse anche troppo!) e costa caro se lo confrontiamo con l’equivalente planare.
Le barriere infrarosso attivo, se di qualità accettabile (microprocessore, raggio incrociato, etc.) non sono facilmente eludibili e la loro installazione a stilo a fianco dell’infisso (quindi anche esteticamente meno sgradevole) le rendono una valida proposta per la protezione perimetrale – al netto dei problemi che in alcune installazioni si hanno per via dell’irraggiamento solare diretto.
Le barriere a microonda o a doppia/tripla tecnologia, ormai corredate di analisi a microprocessore, non saranno affidabili al 100%, ma lo sono al 90-95% e quindi, nell’ottica di tentare di prevenire l’intrusione e in abbinamento alla protezione volumetrica interna, sono anche loro una buona soluzione.
Sicuramente anche gli infrasonici avranno uno sviluppo importante nella protezione perimetrale, soprattutto in applicazioni dove è possibile interrarli o installarli senza grandi compromessi.

giovedì 18 agosto 2011

Antifurto e Privacy (D.Lgs. 196/03)


Sentiamo spesso parlare, soprattutto nelle aziende, della normativa sulla Privacy – in particolare in riferimento all’obbligo di redigere il Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPSS).
I riferimenti tecnici sono contenuti nel Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, intitolato Codice in materia di protezione dei dati personali meglio noto come Testo unico sulla privacy. Ma perché si parla di sistemi antifurto anche nella normativa sulla privacy?
Senza entrare troppo nello specifico, diciamo solo che questo decreto prevede l’adozione di misure di sicurezza minime per evitare che i dati raccolti dalle aziende possano essere distrutti, diffusi a terzi (se non previa autorizzazione), persi o sottratti; in effetti il titolo del D. Lgs. 196/03 illustra meglio lo spirito di questo codice: non si tratta solo di tutela della privacy in termini stretti, quindi della riservatezza delle informazioni raccolte, ma anche di protezione contro la perdita o la diffusione accidentale degli stessi.
A tal proposito, ricordiamo che la finalità del DPSS è quella di adottare una serie di misure minime di sicurezza che rispettino i parametri previsti per chi effettua il trattamento e che se le misure adottate non sono idonee ad evitare il danno, il Titolare è responsabile civilmente, anche qualora non ci siano gli estremi per la responsabilità penale prevista dalla legge.
Le misure minime di sicurezza devono quindi essere scelte dal Titolare sulla base della natura dei dati, delle caratteristiche del trattamento e dallo stato dell’arte. Uno degli aspetti importanti è la protezione dei dati raccolti — un fattore spesso sottovalutato: i personal computer sono in genere (dopo i contanti!) tra i primi oggetti, e spesso anche gli unici, sottratti durante i furti negli uffici. Sebbene da un punto di vista strettamente economico la perdita di qualche pc non sia drammatica, la perdita dei dati invece potrebbe esserlo. Non solo per la questione, ovviamente, operativa a cui si può porre rimedio in tempi brevi utilizzando le copie di riserva (backup), quanto per l’eventuale diffusione di dati personali che potrebbero essere impropriamente utilizzati, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso.
Ecco il motivo per cui nel DPSS viene fatta un’analisi specifica sulla protezione fisica dei dati: presenza di armadi con serratura, verifica degli accessi autorizzati e non autorizzati alle aree con presenza di dati e, non ultimo, presenza di un sistema antifurto anti-intrusione.

lunedì 23 maggio 2011

Protezione perimetrale e terrorismo psicologico


Non so se sia il termine esatto, ma io lo chiamo Terrorismo Psicologico:  si tratta della tecnica usata da molti ‘venditori’ di sicurezza di portare con sè ritagli di articoli di giornale, narrazioni di fatti (forse) accaduti ed altre leggende metropolitane per incutere nel malcapitato potenziale Cliente la paura che i ladri siano già pronti a sferrare l’attacco — è solo questione di tempo, stanno per arrivare. Ma non basta. Non solo arriveranno presto (prima degli alieni e in tempo per la fine del mondo nel 2012), ma arriveranno anche la notte, mentre state dormendo e, se siete fortunati, vi narcotizzeranno e vi risveglierete con la casa svuotata — se andrà male, vi sveglieranno per chiedervi dove tenete la cassaforte e passerete un brutto quarto d’ora (o anche un paio di ore…).
Certo, i furti esistono veramente: gli ultimi dati statistici in mio possesso parlano di una media sul territorio Italiano di circa 400 furti ogni 100mila abitanti — anche se questo dato è da prendere con le molle perché sappiamo che non tutti i furti vengono denunciati. La probabilità, dati alla mano, non è neanche così bassa (1 su 250), ma dobbiamo tenere conto che in queste cifre ci sono anche negozi, magazzini, aziende, etc.
Quindi ?  Quindi è vero: la sicurezza è importante e proteggere la Vostra casa, la Vostra famiglia ed i Vostri beni merita la dovuta attenzione. I furti esistono ed il rischio è reale. Ma non trasformate la Vostra abitazione in una prigione con inferriate a tutte le finestre e sistemi da attivare e disattivare come nel caveaux della Banca d’Italia. Primo, perché ci dovete vivere dentro; secondo perché non è assolutamente necessario.
Per esempio, Vi sembrerà banale, ma una delle cose più importanti da fare se avete una casetta isolata o un terrazzo facilmente accessibile è creare una situazione di pre-allarme. Fate collegare i sensori perimetrali a delle luci: tutte le centrali hanno dei relè che possono comandare un semplice interruttore che comanda le luci del giardino o sul terrazzo. Illuminare l’area protetta significa spaventare l’eventuale intruso prima che sia entrato ed attirare l’eventuale attenzione di vicini o passanti. Inoltre, il buio e l’effetto sorpresa sono i migliori alleati dei ladri: una luce accesa unita ad una segnalazione acustica interna (che, Vi garantisco, nel silenzio della notte si sente benissimo) saranno sufficienti per fare da deterrente all’intrusione e per svegliarVi senza scatenare il panico di un allarme generale.
Il collegamento alle luci esterne è un’operazione semplice, poco costosa (se avete modo di fare la predisposizione del cavo è un lavoro di pochi minuti) e molto efficace.

giovedì 13 gennaio 2011

Allarme perimetrale: wireless o con i fili?


Riceviamo da un lettore:
Sto pensando di metter su un “perimetrale”, non so ancora se wireless o a filo, perchè mi sembra il migliore. Pensavo a sensori a doppia tecnologia, direi 3 coppie, più ovviamente centralina programmabile e sirena esterna. Quanto potrebbe costare secondo voi? un paio di domande da ignorante del settore: se l’allarme funziona solo la sera/notte, durante il giorno il ladro può manomettere i sensori esterni? se i ladri staccano il contatore enel cosa succede?
Iniziamo con le risposte sul funzionamento di un sistema di allarme: quando un sistema non è inserito – quindi se è attivo solo la notte, ad esempio, la centrale controlla comunque che tutte le periferiche (sensori, sirene, etc.) siano protette da tentativi di manomissione quali l’apertura dell’involucro o il taglio cavi. Questa funzione chiamata anti-manomissione o anti-tampering in inglese, viene comunemente anche identificata come 24 ore (24h) proprio perché è sempre attiva anche quando l’impianto è disinserito. Bisogna però sottolineare che in genere l’impianto è disattivo quando si è in presenza dei legittimi occupanti della casa — ed è perciò difficile che qualcuno riesca a manomettere un sensore ad impianto anche disattivato. Nel caso di sensori da esterno questa premessa potrebbe non essere vera e quindi sarebbe opportuno (qualora l’area fosse totalmente incustodita) lasciarli attivi.
Nel caso invece di assenza di alimentazione primaria (scollegamento del contatore che, purtroppo!, ora viene installato all’esterno delle case senza alcuna protezione), la centrale commuta automaticamente sull’alimentazione secondaria (batteria) e continua a funzionare normalmente. L’assenza dell’alimentazione di rete causa solo una segnalazione tecnica (un led acceso o un messaggio sulla tastiera), che può anche essere trasmessa remotamente a mezzo combinatore telefonico o comunicatore digitale, in modo che si possa provvedere al ripristino. Nel caso in cui non ci sia tensione di rete al momento dell’inserimento dell’allarme, l’impianto non si dovrebbe attivare in quanto inibito dalla centrale, che segnalerà opportunamente il problema.
Veniamo al preventivo: se parliamo di 3 sensori doppia tecnologia da esterno + una centrale + una sirena da esterno + batterie, cavi, etc, tutto filare, l’ordine di grandezza del costo del materiale si dovrebbe aggirare tra i 750 ed i 1000 euro. Per l’installazione dipende dal tempo, ma questa è una valutazione che può farle l’installatore solo in fase di preventivazione e sopralluogo.
Ovviamente la scelta del wireless senza fili fa crescere i costi del materiale e di consumo, ma riduce quella di installazione — credo comunque che in una configurazione di questo tipo sia sempre preferibile a livello economico il sistema filare.

venerdì 12 febbraio 2010

Nasce una nuova rivista specializzata per la sicurezza

Per tutti coloro che ci chiedono di approfondire in modo un po' più tecnico gli argomenti di questo blog, segnaliamo - come abbiamo già fatto per altre testate - la nascita di una nuova rivista di sicurezza antifurto e TVCC (ma non solo). Al grido di why be normal? si è presentata al pubblico e alla stampa l’effervescente squadra di A&S Italy: una rivista che nasce oggi, ma con vent’anni di esperienza nell’editoria specializzata in security.

per maggiori informazioni:
Nasce A&S Italy, il brand globale della security con l’anima italiana
Sito ufficiale A&S Italy

venerdì 23 ottobre 2009

Falsi allarmi: i nemici dell'antifurto.

Spesso sento dire che si rinuncia ad installare un sistema antifurto per la propria casa per paura dei falsi allarmi: sirene che suonano impazzite per ore, telefonate dai vicini di casa quando si è in vacanza ed in alcuni casi estremi anche qualche multa per disturbo della quiete pubblica. Certamente di questi episodi ne sono accaduti in passato e ne accadono ancora oggi, ma questo non significa che il vostro impianto debba per forza esserne vittima. La causa di questa cattiva reputazione, i sistemi di allarme se la sono procurata per colpa di materiale scadente e di installazioni altrettanto improvvisate. Un buon sistema d'allarme, ben installato e sottoposto ad una naturale manutenzione non provoca falsi allarmi. Punto. Le possibilità di guasto sono esigue (quanto quelle di qualunque altro prodotto di elettronica), concentrate in un periodo ristretto iniziale vicino all'installazione (la cosiddetta mortalità infantile dei componenti elettronici) e quindi più propenso a manifestarsi durante il collaudo od il periodo di prova dell'impianto. Prendiamo ad esempio il caso classico della sirena impazzita in una notte di (mezza) estate: una statistica aziendale che avevo raccolto personalmente, rivelava che nel 98% dei casi il problema era dovuto alla batteria scarica dell'impianto (mancata manutenzione, quindi) che al primo temporale, con conseguente interruzione di corrente di rete, faceva perdere il controllo alla centrale e scatenava il concerto infinito -- che termina solo dopo ore per esaurimento della batteria in tampone della sirena stessa. Come sempre, quindi, il mio consiglio è di scegliere materiale certificato ed affidarsi ad un buon installatore... e di fare la regolare manutenzione, come per tutte le cose. ;-)

sabato 25 luglio 2009

Meglio un antifurto con i fili o senza fili (via radio)?

Questa è senza dubbio la domanda che mi è stata fatta più volte: è meglio un sistema antifurto via radio o via cavo? Risposta: è meglio un buon antifurto (ed una buona installazione). La risposta sembra banale ma, se avete avuto modo di leggere gli altri post di questa breve guida alla sicurezza, avrete già capito che non è il tipo di tecnologia a far un buono o cattivo antifurto. E' molto più importante valutare bene le vostre necessità in base al rischio ed ai valori che dovete proteggere: una volta fatta questa analisi allora potrete affrontare il tema più estetico (ma anche tecnico e di costo) se installare un sistema filare o wireless. Esistono prodotti molto validi e molto scadenti sia con i fili che senza fili, quindi... meglio un buon antifurto!

domenica 1 febbraio 2009

Cosa sono (e a cosa servono) i codici di attivazione?

Se avete installato una tastiera(*) per attivare (e disattivare) il Vostro impianto, potete usare dei codici diversi per differenziare sia le persone che le aree alle quali queste possono accedere. Quasi tutte le centrali di allarme oggi offrono come funzione standard la possibilità di avere uno o più codici master, vale a dire codici che possono attivare e disattivare qualunque zona dell'impianto, e codici parziali che permettono di agire selettivamente solo su alcune zone. In un impianto di allarme per la casa in genere questa funzione non viene utilizzata in quanto tutti gli inquilini generalmente inseriscono e disinseriscono l'impianto in modo totale o parziale. Nelle attività commerciali e nelle aziende, invece, spesso è necessario avere codici distinti per differenziare gli accessi o per non fornire a personale esterno (l'impresa di pulizia, ad esempio) gli stessi codici utilizzati dal personale interno.
I vantaggi di avere codici differenziati sono essenzialmente due: primo, potete assegnare un codice diverso per ogni singola persona che è autorizzata ad inserire l'allarme e, secondo, potete associare a questo codice la parte dell'impianto su cui la persona può operare. Il fatto di avere codici diversi Vi permette di sapere sempre - leggendo la memoria storica della centrale - chi ha inserito o disinserito l'allarme e quando lo ha fatto: utilissimo, per esempio, nel caso di negozi od attività commerciali dove ci sono più persone autorizzate all'apertura ed alla chiusura del negozio. Per quanto riguarda, invece, la seconda funzione - la diversificazione delle zone su cui operare - pensate ad un negozio dove tutti i commessi possono aprire e chiudere l'attività ma non accedere ad una particolare stanza (per esempio, la stanza con la cassaforte).

(*) In realtà questa funzione si può ottenere anche con le chiavi elettroniche ed i radiocomandi, ma deve essere programmata dall'installatore in fase di montaggio dell'impianto ed è un po' meno flessibile se dovete cambiare o aggiornare dei codici di attivazione.

sabato 24 gennaio 2009

Quali certificazioni mi deve rilasciare l'installatore ?

Se l’installatore ha operato sull’impianto elettrico, per esempio per collegare l’alimentazione elettrica primaria dell’impianto di allarme, dovete richiedere la conformità ai sensi della 37/08 (più nota come 46/90 - è la stessa certificazione, ha solo cambiato nome perché la legge è stata aggiornata).
Per quanto riguarda i componenti del sistema d’allarme dovete verificare che i prodotti abbiano la marcatura CE (obbligatoria per Legge) e che siano quindi in sicurezza per la parte elettrica. Inoltre, sui prodotti via radio e sui combinatori telefonici la marcatura CE attesta anche la conformità alla Direttiva Europea R&TTE che regolamenta le frequenze radio e le potenze di trasmissione da utilizzare ed i parametri necessari per collegarsi alla rete telefonica pubblica (PSTN) o cellulare (GSM).
Per quanto riguarda le prestazioni dei prodotti, la certificazione è volontaria e si riferisce alla norma CEI 79-x (79-2 per prodotti filari, 79-3 per gli impianti, 79-16 per i sistemi senza filo) oppure alla nuova norma europea EN50131. Il marchio IMQ attesta la conformità alla norma CEI 79-x.
Non sottovalutate il discorso delle certificazioni se pensate di fare (subito o in futuro) un’assicurazione contro il furto perchè saranno sicuramente i primi (e forse unici) documenti che Vi chiederanno.

mercoledì 7 gennaio 2009

Ritardo d'ingresso, ritardo d'uscita

I dispositivi di comando - tastiera o chiave elettronica - che servono ad attivare l'impianto antifurto possono essere collocati all'interno (tipicamente, nell'ingresso, vicino alla porta) od all'esterno dell'area protetta. Se installati all'interno, ci saranno dei sensori che proteggeranno l'area dove sono collocati e/o (almeno) un contatto che segnalerà l'apertura della porta d'ingresso.
Nel nostro esempio, rappresentato in figura, supponiamo di avere una tastiera (K1) installata vicino alla porta, all'interno dell'appartamento. Per digitare il codice e disattivare l'impianto antifurto dovremo aprire la porta ed avvicinarci alla tastiera, facendo quindi andare in allarme il contatto 1 ed i sensori infrarosso volumetrici A e B che sono installati a protezione dell'ingresso. Per evitare di avere un allarme ogni volta che entriamo in casa (utile per verificare che l'impianto funzioni, ma poco consigliabile per i Vostri vicini) utilizziamo una funzione della centrale chiamata ritardo: con questa funzione, i contatti ed i sensori che sono a protezione dell'ingresso sono programmati per generare prima un pre-allarme e poi un allarme. Il pre-allarme ha la durata di qualche decina di secondi - sufficienti per disattivare l'impianto e poi - se l'impianto non viene disattivato, allo scadere del tempo impostato - si trasforma in allarme. Durante il pre-allarme le periferiche di uscita (la sirena esterna e/o il combinatore telefonico) non vengono attivate, ma in alcuni casi si utilizza un cicalino o una sirena interna con suono debole intermittente per segnalare che è comunque in corso una situazione di pre-allarme e che bisogna disattivare l'impianto al più presto. Ovviamente la stessa programmazione è utile anche quando si deve attivare l'impianto per uscire: il ritardo in questo caso agirà al contrario, aspettando il tempo impostato prima di attivare effettivamente l'impianto e permettendo di uscire senza generare un indesiderato allarme.

giovedì 1 gennaio 2009

Cosa devo chiedere nel preventivo ?

Quando richiedete un preventivo ad un installatore fate un elenco breve ma completo delle funzioni che volete: ci penserà lui a trovare la soluzione tecnica migliore ed il materiale adatto. Ad esempio, indicate quali stanze ed ingressi devono essere assolutamente protetti anche quando siete in casa (parzializzazione giorno/notte); se avete la predisposizione per il filare, o se preferite il via radio; che tipo di attivatore desiderate (chiave elettronica, tastiera o radiocomando) e quante persone devono poter attivare/disattivare l'impianto (personale delle pulizie?); come volete essere avvisati in caso di allarme (sirena esterna, combinatore telefonico, chiamata alla vigilanza). E ricordateVi di dire se avete degli animali domestici!
Sottoponete la Vostra lista dei desideri a due o tre installatori e ricordateVi di verificare il costo e le condizioni della manutenzione: il resto è routine.
Inoltre un buon preventivo è sempre dettagliato in tutte le sue voci e deve permetterVi di capire esattamente quali funzioni sono incluse ed a quale costo. In pratica, deve metterVi in condizione di poter scegliere se rinunciare a qualcosa (se il costo supera il Vostro budget), oppure di fare uno sforzo economico (alla luce di una prestazione che ritenete importante per la sicurezza della Vostra famiglia e della Vostra casa). Per esempio, supponiamo che abbiate richiesto un meraviglioso combinatore telefonico GSM, che Vi consentirà di ricevere messaggi vocali, SMS (MMS, foto, video e quant'altro) e con cui potrete interrogare l'impianto ed inviare comandi dal Vostro cellulare; ma, al momento della consegna dei preventivi, scoprite di essere andati fuori budget e quindi decidete di rinunciare al combinatore. Certo, avete risparmiato e siete rientrati nel budget, ma avete anche rinunciato ad una funzione importante quale l'essere avvisati di una situazione di allarme. Soluzione? FateVi preventivare subito anche il costo del combinatore solo vocale o PSTN - avrete qualche funzione in meno senza i gadget tecnologici, ma non avrete fatto compromessi a livello di sicurezza e prestazioni del Vostro impianto antifurto. E sceglierete tranquillamente in funzione del budget di spesa. ;-)

Ho un negozio: posso usare l'antifurto come anti-rapina?

Sì.
L'impianto deve essere dotato di combinatore telefonico (di qualunque tipo) ed essere opportunamente programmato con i numeri da chiamare in caso di rapina - che non sono gli stessi che in genere si chiamano in caso di furto. Ricordiamo che il collegamento con le Forze dell'Ordine deve essere preventivamente autorizzato. Alternativamente, alcuni servizi di Vigilanza privata offrono un collegamento con ponte radio, ma la sostanza non cambia. Per quanto riguarda la centrale d'allarme, quasi tutte ormai sono dotate di funzione anti-rapina (una programmazione che permette l'invio del cosiddetto allarme silenzioso, ovvero la sola chiamata telefonica senza altre segnalazioni), mentre per il dispositivo da utilizzare per l'allarme (pulsante sotto banco, tappeto pedale, etc.) la scelta è vasta e dipende da quello che ritenete per Voi più pratico.

La parzializzazione

La funzione chiamata parzializzazione (o, anche, giorno/notte o protezione perimetrale) Vi permette di attivare solo una parte del Vostro impianto, consentendoVi di circolare liberamente all'interno della Vostra casa senza far scattare l'allarme. La protezione perimetrale protegge, come dice il nome, il perimetro e quindi vengono attivati solo i sensori sulle porte, sulle finestre o all'esterno e non quelli interni che proteggono le stanze, dove potrete muovervi senza problemi. Ma, soprattutto, non costa niente! Tutte le centrali dei principali produttori offrono questa funzione anche nei modelli più semplici ed economici - si tratta semplicemente di farla configurare dal Vostro installatore e poi... di usarla!
Per cercare di chiarire il concetto, analizziamo insieme la figura: abbiamo raffigurato un impianto semplice composto di due contatti magnetici (identificati dai numeri 1 e 4), due contatti tapparella (2 e 3) e quattro sensori infrarosso volumetrici (nel disegno rappresentati con il colore blu). In questo esempio - si tratta di un appartamento al quinto di otto piani in centro città - abbiamo valutato che le finestre sono difficilmente accessibili dall'esterno e quindi non necessitano di protezione.
Quando non siete in casa - quindi, diciamo, in modalità "giorno" - i contatti magnetici proteggono l'apertura della porta d'ingresso (1) e della finestra del bagno (4); i contatti tapparella (2 e 3) proteggono l'accesso dai balconi ed i sensori volumetrici coprono il corridoio, l'ingresso, il salone e la camera. Ad impianto attivato avete il massimo della copertura, vale a dire il totale dell'area protetta dai sensori.
In modalità "notte", invece, potete utilizzare il Vostro impianto per proteggerVi mentre state dormendo: attivando solo la protezione perimetrale, i contatti magnetici (1 e 4) ed i due contatti tapparella (2 e 3) saranno attivi e segnaleranno un'eventuale apertura della porta o delle tapparelle; i sensori infrarosso volumetrici saranno invece disattivi e Vi permetteranno di muoverVi liberamente all'interno dell'alloggio senza far scattare l'allarme.
La parzializzazione è una caratteristica della centrale ed è disponibile sia per gli impianti filari che per i via radio. Se avete un filare, si attiva con qualunque dispositivo di comando posto all'interno (potete anche avere un attivatore all'interno ed uno all'esterno, se volete). Con i sistemi senza filo, si attiva tramite il radiocomando o la tastiera.
Potete parzializzare qualunque tipo di sensore. Nel nostro esempio, i contatti 2 e 3 potrebbero essere barriere infrarosso o sensori da esterno posizionati sul balcone e non cambierebbe nulla dal punto di vista del funzionamento illustrato sopra.

martedì 30 dicembre 2008

I dispositivi di comando

Tastiera
La tastiera è il dispositivo che Vi permette di attivare e disattivare l’impianto (ed eseguire altre funzioni riservate all’utente) digitando un codice. Può essere dotata di un piccolo display che riporta lo stato dell’impianto e generalmente si installa per comodità vicino alla porta di ingresso. Se non siete allergici ai codici (ed i tasti sono sufficientemente grandi e ben illuminati) è sicuramente il dispositivo più comodo e completo. L’unico svantaggio è che, se installato all’interno dell’alloggio - o azienda, o villa - andrebbe abbinato con una segnalazione esterna che indichi lo stato dell’impianto (attivo/disattivo) e funga da deterrente per eventuali malintenzionati in perlustrazione.
Chiave elettronica
La chiave elettronica, a contatto o ad inserimento, attiva e disattiva parzialmente o totalmente l’impianto in modo molto semplice ed immediato. Può essere installata all’interno o all’esterno dell’alloggio ed è particolarmente indicata per situazioni dove il codice da digitare sulla tastiera può rappresentare un problema (ad esempio, nel caso di una persona anziana). La praticità della chiave elettronica è anche il suo punto debole… se perdete (o Vi rubano!) le chiavi di casa, dovete cambiarla.
Radiocomando
Il radiocomando è utilizzato soprattutto negli impianti via radio ed è simile al funzionamento di una chiave elettronica: attiva e disattiva parzialmente o totalmente l’impianto in modo molto semplice ed immediato. Anche in questo caso, lo svantaggio è che andrebbe abbinato con una segnalazione esterna che indichi lo stato dell’impianto (attivo/disattivo) e funga da deterrente ed inoltre, se lo perdete (o Ve lo rubano!), dovete cambiarlo.

Le periferiche di ingresso :: Sensori perimetrali

Barriere infrarosso attivo

Le barriere ad infrarosso attivo sono utilizzate per le protezioni perimetrali di breve e media portata (soprattutto, finestre e porte balcone). Sono composte di due elementi che generano un fascio incrociato di luce non visibile (infrarosso, appunto) che fa scattare un allarme se interrotto. Questo tipo di barriere sono particolarmente indicate per situazioni dove l’accesso dall’esterno è facile - pensiamo ad esempio ad una villetta con un giardino e diverse porte e finestre - o quando si abbia la necessità di tenere una porta aperta - magari d’estate per favorire l’ingresso di aria fresca. Sono disponibili in versione sia filare che via radio.

Barriere a microonda

Le barriere a microonda sono generalmente usate per protezioni perimetrali di lunga portata, ma si possono trovare anche in applicazioni quali il perimetro di una villetta o il cortile di un piccolo stabile. Il loro funzionamento è simile a quelle ad infrarosso - l’interruzione di un segnale controllato dai due elementi genera un allarme - solo che si utilizza una tecnologia diversa (la frequenza di lavoro è quella della microonda, simile al radar).

Sensori di vibrazione

I sensori di vibrazione vengono tipicamente installati sulle porte ed hanno lo scopo di segnalare un allarme in caso di tentativo di sfondamento. Il sensore rileva le (forti) vibrazioni tipiche di un tentativo di scasso e genera un allarme. Un sensore di questo tipo risulta particolarmente utile in fase di prevenzione in quanto fa scattare l’allarme prima che la porta venga definitamente scardinata ed aperta, mentre il contatto magnetico semplice entra in funzione solo a scasso avvenuto.

Sensori per esterno

Di particolare interesse da qualche anno sul mercato sono tutta una serie di sensori per esterno, con tecnologie diverse, ideati per proteggere finestre e balconi. Sono disponibili in versione sia filare che via radio e possono essere installati sull’infisso della finestra con una speciale lente a tenda che rileva l’attraversamento o all’esterno grazie a particolari involucri che li proteggono dagli agenti atmosferici per una protezione volumetrica. Ideali per impianti con parzializzazione perimetrale (i sensori sono attivi anche quando siete in casa e Vi avvisano di eventuali intrusioni).

lunedì 29 dicembre 2008

Come scelgo l'installatore per il mio antifurto ?

Come certamente già avrete scoperto da soli, scegliere un professionista 'a scatola chiusa' non è cosa facile. Pensate di dover scegliere, ad esempio, un dentista: o avete delle conoscenze specifiche nel campo (difficile) oppure Vi affidate ad un consiglio di un paziente soddisfatto, probabilmente un parente od un amico. In entrambe i casi, comunque, sarà solo il tempo a giudicare la bontà del suo lavoro sui Vostri denti...
Esistono però delle regole spannometriche che Vi possono aiutare a fare una scelta oculata del Vostro installatore:
  1. Diffidate dei semi-professionisti, artigiani improvvisati, dopo-lavoristi e factotum in genere.
    Un'installazione mal fatta di un impianto antifurto anche composto di ottimo materiale Vi espone al rischio (inutile) di falsi allarmi. La conseguenza, inevitabile, sarà che "per paura che suoni" non attiverete più il Vostro impianto ed ecco che il Vostro investimento in sicurezza è andato in fumo. E probabilmente quel numero di cellulare che il factotum Vi aveva lasciato suona a vuoto oppure è stato cambiato.

  2. Verificate che l'azienda di installazione esista, abbia una sede e che operi nel settore sicurezza da qualche anno.
    Installare un sistema di sicurezza non è cosa tecnicamente molto complicata, ma questo non vuol dire che chiunque lo sappia fare. Oltre all'aspetto più immediato del collegamento e della programmazione, un installatore professionista Vi aiuterà nell'analisi del rischio e sarà più affidabile nella scelta dei materiali; inoltre un'azienda con una sede (e dei numeri di telefono da chiamare per un'assistenza) garantisce continuità nel tempo e maggior reperibilità anche in periodi festivi. RicordateVi di controllare il servizio di manutenzione e di assistenza offerto. Come usa dire: "ad ognuno il suo mestiere"...

  3. Chiedete se hanno certificazioni aziendali.
    La più importante nel settore sicurezza è la certificazione IMQ, assoluta garanzia di esperienza e professionalità nel settore. Ad onor del vero bisogna dire che si tratta però di una certificazione abbastanza costosa ed onerosa e non sono molte le aziende che la possono esibire.
    La certificazione ISO9000 (in tutte le sue varianti) attesta esclusivamente che l'azienda è dotata di sistema qualità, ma non dice nulla relativamente all'esperienza ed alla capacità di installare un sistema di sicurezza - comunque, meglio che niente.
    La marcatura CE non è una certificazione aziendale, ma un obbligo di Legge sul prodotto - e non è un marchio di qualità.

  4. Controllate il materiale che Vi propongono nel preventivo.
    Il materiale che Vi offrirà il Vostro installatore sarà, sicuramente, di qualità. Ma una piccola verifica non guasta mai. Intanto sfatiamo un mito: non è vero che il materiale certificato costa di più. Tutti i principali costruttori offrono una vasta gamma di prodotti certificati (oltretutto la certificazione di qualità nella sicurezza è volontaria e non obbligatoria) ed i loro prezzi sono assolutamente allineati al mercato. Quindi: verificate che l'offerta sia dettagliata con nome del fabbricante e tipo di prodotto (nome, sigla o codice). I produttori sono sempre molto generosi con i propri installatori per quanto concerne la documentazione da allegare ai preventivi, per cui ricevere una brochure del prodotto con il preventivo è già un buon segno. Se non c'è, richiedetela. Verificate che i prodotti offerti siano conformi alla norma CEI [CEI79-2 (prodotti filari) oppure CEI 79-16 (prodotti via radio)] di I, II o III livello o marcati IMQ e che, ovviamente, ci sia la marcatura CE. E poi c'è internet: andata a dare un'occhiata al sito dell'installatore, del produttore e - mentre ci siete - provate anche a fare un giro sui blog per vedere cosa ne dicono gli internauti.

  5. Chiedete se hanno realizzato degli altri impianti nella Vostra zona e se possono offrire delle referenze.
    La pubblicità migliore è sempre quella del Cliente. Un buon installatore ha sicuramente già realizzato impianti di cui Vi può fornire le referenze senza problemi.

domenica 28 dicembre 2008

Le periferiche di uscita :: Sirene

Sirena da interno

La sirena da interno è un avvisatore acustico che viene utilizzato per segnalare l'allarme all'interno dell'area protetta. In alcuni casi, svolge anche la funzione di pre-allarme (tipo un cicalino intermittente) per segnalare l'attivazione di un ritardo di ingresso o di uscita. La sirena da interno si utilizza anche per le segnalazioni di allarmi in modalità parziale - vale a dire, ad esempio, quando siete in casa ed avete attivato la protezione perimetrale. In questo caso si può scegliere di avere un suono intermittente più basso che è sufficienti ad informarVi di un tentativo di intrusione, senza scatenenare la potenza acustica di una sirena da esterno nel cuore della notte.

Sirena da esterno

La sirena esterna è un avvisatore acustico e luminoso che segnala una condizione di allarme. Essendo collogata generalmente al di fuori dell'area protetta (per esempio, su un balcone) deve essere installata in posizione visibile e difficilmente accessibile per evitare che venga manomessa da un eventuale ladro. La segnalazione luminosa aiuta ad identificare in modo rapido la provenienza dell'allarme, facilitando quindi un intervento della pattuglia di vigilanza o delle forze dell'ordine. In genere, le sirene esterne sono dotate di batteria propria per poter dare l'allarme nel caso in cui un malintenzionato tagli i cavi di collegamento con la centrale. Inoltre la normativa (per ora quella Italiana, CEI79-2, che presto sarà sostituita da quella Europea EN50131-4) prevede che le sirene esterne siano dotate di temporizzazione di allarme, vale a dire che suonino solo per un intervallo di tempo predefinito a meno che intervenga una nuova condizione di allarme.