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sabato 4 agosto 2012

Sensori di pressione e protezione perimetrale

Buongiorno,
ho provato a cercare l’argomento sul blog ma non ho trovato (o non ho cercato bene) niente in merito; vengo alla domanda. Mi hanno appena presentato un antifurto per abitazione che funziona rilevando la modifica della pressione d’aria interna dell’appartamento (onde d’urto), ovviamente acclamandolo come l’unico possibile immaginabile sulla terra (di cui hanno il brevetto….). Quanto è affidabile? ho sentito che genera problemi di falsi allarmi…. cosa consigliate per una abitazione che si sviluppa su due piani, che ha giardino su tre lati e che ha già la predisposizione sia per il perimetrale che per il volumetrico? ovviamente mi piacerebbe anche proteggere l’esterno in modo che venga rilevata la presenza PRIMA che arrivino a scassinare le finestre o addirittura ad entrare in casa. Scusate per la lunga esposizione. Vi ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti. Davide.

Buongiorno Davide

Sì, ne abbiamo parlato (ad esempio in questo post e anche in questo) ma mi rendo conto che la ricerca in un blog non è facile, in modo particolare quando gli argomenti sono trattati nei commenti o nelle risposte.

Non credo che sia una tecnologia adatta per la sua configurazione: i sensori di pressione vengono utilizzati per piccoli ambienti e in una casa sviluppata su due piani potrebbero dare problemi a causa della perturbabilità naturale legata a spifferi e correnti d’aria ma anche mancati allarmi a causa dell’estensione del volume da proteggere.

Inoltre, avendo lei già la predisposizione sia per il perimetrale che per il volumetrico, può utilizzare sensori via cavo di diverse tecnologie a minor costo e maggiore affidabilità e realizzare un impianto parzializzato (cosa che con i sensori di pressione non può fare) che la protegga anche quando è in casa la sera. Ad esempio, installando della barrierine a stilo o dei volumetrici da esterno a protezione delle finestre, oltre che avere la protezione giorno/notte, ottiene anche la rilevazione prima che l’intruso tenti di scassinare e quindi danneggi l’infisso ed entri in casa.

giovedì 15 marzo 2012

Sensori di pressione

Salve sig. Mauro,
mi sto interessando solo ora ai sistemi antifurto e oggi è venuta una persona a casa mia che lavora per una grossa ditta di allarmi e mi ha fatto un preventivo per il mio appartamento di 110 metri quadri che riguarda una centrale dotata di dispositivo di pressione che non ha bisogno di sensori. Il signore dice che è una novità. Mi ha fatto questa proposta, naturalmente come noto nel suo sito, non cito ne ditta ne marche varie: centrale GSM sistema con rilevatore di pressione DPS, combinatore gsm + modulo di telegestione, sirena esterna alimentata via radio, installazione, collaudo, istruzioni e garazina 24 mesi= 2700 euro iva compresa
Le chiedo se il sistema con DPS funziona meglio degli altri (io e mia moglie non abbaimo capito se ci sono possibili brutte sorprese e ci sembra che funzioni meglio degli altri perchè non ha sensori sulle singole finestre..) e se il preventivo è condivisibile.
Mariolino

Buongiorno Mariolino
I sistemi basati sui sensori di pressione sono tutt’altro che una novità, anzi, sono stati ampiamente utilizzati in passato (un passato abbastanza remoto della sicurezza antifurto domestica!) – ma sono stati altrettanto ampiamente rimpiazzati da tecnologie come l’infrarosso passivo e la microonda, proprio per la loro scarsa affidabilità.
Certamente i sensori ultrasuono di oggi non sono più quelli di una volta, ipersensibili allo spiffero più leggero od alla vibrazione causata dallo spostamento d’aria di un veicolo di grandi dimensioni: ricordiamo che il loro utilizzo negli allarmi auto era spesso criticato perché, nonostante la macchina sia teoricamente sigillata, il passaggio di un autobus o di una moto a forte velocità faceva scattare l’allarme.
Tuttavia, la loro facile perturbabilità non ne giustifica un utilizzo soprattutto quando l’alternativa è quella economica ed affidabile dell’infrarosso passivo e della microonda.
Ad ogni buon conto, per quella cifra può avere un impianto molto più completo e certificato a norma (risparmia anche eventualmente sull’assicurazione) da parte di un installatore professionista: provi a farsi fare qualche preventivo e vedrà che esistono valide ed efficaci soluzione per lo stesso (o inferiore!) prezzo.

lunedì 7 novembre 2011

Sensori infrasonici per protezione antifurto perimetrale

Un lettore ci scrive:
Salve a tutti….
Tecnologie come infrarossi o microonde da esterno non sono affidabili al 100%, oltre che ormai vetuste e ben conosciute dai ladri. Peggio ancora sono le barriere all’infrarosso attivo, che oltre che ben visibili e quindi facilmente eludibili, risentono anch’esse di fattori estremamente negativi se installate in aree esterne.
Oggi si stanno affermando nuove tecnologie, basate su sensori infrasonici in grado di rilevare onde subsoniche a basse frequenze, indotte per esempio dal camminamento di una persona al di sopra una stringa di sensori posizionata sotto il terreno a 60/80 cm di profondità. In questo modo non avremo mai un falso allarme dato che i sensori reagiscono emettendo un segnale in maniera autonoma solo se disturbati da pressioni del terreno. Questi sensori non hanno elettronica a bordo e non sono alimentati per cui totalmente esenti da guasti e da manutenzione.
Con la stessa tipologia di sensori si possono proteggere in maniera invisibile recinzioni rigide, soglie di porte e finestre, gradini e vialetti in cemento, ma anche tubazioni, pavimenti flottanti... 
Grazie per il suo prezioso contributo.
Abbiamo spesso trattato l’argomento delle protezioni perimetrali in questo blog, che come forse avrà potuto leggere in altre post, è sicuramente uno degli argomenti più delicati e richiesti dai lettori. Come lei giustamente ha sottolineato le tecnologie a disposizione sul mercato peccano ancora un po’ di affidabilità. Il suo suggerimento è una delle valide alternative, con annessi pregi e difetti come le altre, e da valutare per rapporto qualità /prezzo.
Certamente le protezioni infrarosso non garantiscono il massimo della sicurezza ma, come il mercato ci insegna, per ragioni commerciali l’infrarosso passivo negli ultimi anni ha ampiamente dominato e preso il sopravvento, grazie proprio al ridotto costo legato alla prestazione fornita. Per non parlare della doppia tecnologia (AND) che, in pratica, è meno sicura anche del solo infrarosso – ma meno soggetto a falsi allarmi. Quindi spesso non è la sola qualità tecnica che fa un buon prodotto, ma anche la praticità di installazione, l’affidabilità ed il costo in rapporto alla prestazione fornita — come ci insegna la scomparsa del buon vecchio radar a cavità ad effetto Doppler: un sensore fantastico e difficile da ingannare, ma che necessita di un’installazione complessa, è molto suscettibile (forse anche troppo!) e costa caro se lo confrontiamo con l’equivalente planare.
Le barriere infrarosso attivo, se di qualità accettabile (microprocessore, raggio incrociato, etc.) non sono facilmente eludibili e la loro installazione a stilo a fianco dell’infisso (quindi anche esteticamente meno sgradevole) le rendono una valida proposta per la protezione perimetrale – al netto dei problemi che in alcune installazioni si hanno per via dell’irraggiamento solare diretto.
Le barriere a microonda o a doppia/tripla tecnologia, ormai corredate di analisi a microprocessore, non saranno affidabili al 100%, ma lo sono al 90-95% e quindi, nell’ottica di tentare di prevenire l’intrusione e in abbinamento alla protezione volumetrica interna, sono anche loro una buona soluzione.
Sicuramente anche gli infrasonici avranno uno sviluppo importante nella protezione perimetrale, soprattutto in applicazioni dove è possibile interrarli o installarli senza grandi compromessi.